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Modena

«Speriamo di tornare presto a respirare aria e libertà»

P.D.
«Speriamo di tornare presto a respirare aria e libertà»

In tanti si augurano il rilancio economico e i fondamenti di una vita nella socialità 

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«Mi auguro che il 2021 possa essere un anno dove si torni a respirare “aria e libertà”» . È questo l'augurio di Alessandra Fava, che sintetizza il pensiero dei tanti modenesi ormai stanchi e provati dalla pandemia e dalle conseguenti limitazioni che ha inflitto nella quotidianità di chiunque.

Sono infatti le cose più semplici quelle che la gente si augura per il 2021. Come «fare una passeggiata in via Emilia il sabato pomeriggio senza mascherina», sogna Vittorio Grandi o «tornare a ritrovarci con gli amici senza sentirci in colpa e magari passare una serata in un locale dove si ascolta musica e si balla», dicono quasi in coro un gruppo di ragazzi. Ma c'è chi si trova ad aver vissuto un anno davvero difficile dal punto lavorativo e non può che augurarsi una ripresa dell'economia. «Se ciò non accadrà quest'anno rischia di essere peggio del precedente - sottolinea Simone Forni - mi auguro uno sforzo ancora più grande da parte delle istituzioni in Italia, ma anche localmente qui a Modena, nell’offrire più disponibilità di collaborazione per far ripartire il Paese in tutti i settori. Non si dimentichi che la ristorazione, la cultura (scuola compresa), il settore del benessere così come quello del turismo sono allo stremo delle forze. C’è bisogno di un vero e proprio neo “Piano Marshall”, che non solo dia "ristori" concreti e adeguati a tutti ma sia finalizzato ad una ripartenza sostenibile in sicurezza nel lungo termine».

In ogni caso, nonostante le numerose preoccupazioni, lo spirito positivo e resiliente dei modenesi non è venuto a mancare proprio a Capodanno. E se il brindisi di mezzanotte lo si è fatto tutti nelle proprie case, qualcuno anche in totale solitudine, sulle tavole del primo giorno dell'anno, oltre ai tradizionali tortellini in brodo, cotechino, zampone e fagioloni bianchi, quest’anno più che mai non sono mancate le lenticchie, simbolo di soldi, abbondanza e prosperità fin dai tempi dei romani. «Ne ho cucinate un pentolone e ne ho mandate un po' a ciascuno dei miei figli - conclude ridendo la signora Laura Chiatti - i soldi non fanno la felicità, ma di certo la aiutano un po’». —

P.D.

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