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castelfranco. arresto dei carabinieri 

Un falso infermiere truffa 70mila euro alla coppia di anziani

F.D.
Un falso infermiere truffa 70mila euro alla coppia di anziani

Marco Foggia doveva seguire la loro ristrutturazione di casa Il 43enne è recidivo: aveva già agito a Vignola e Bassa

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castelfranco. Lo hanno arrestato la mattina di San Silvestro i carabinieri di Castelfranco che lo hanno accompagnato in carcere, a Modena, dove sconterà un cumulo di pene di 2 anni e 3 mesi per truffa, esercizio abusivo di una professione medica e circonvenzione di incapaci. Da anni il 42enne Marco Foggia, originario di Cosenza, si è specializzato nell’offrire prestazioni sanitarie senza averne i titoli. E a detta di chi ha usufruito delle sue cure è anche particolarmente bravo. Ma non può esercitare perché non ha mai conseguito il diploma come infermiere. Eppure la sua nomea lo ha portato a lavorare per un paio d’anni al servizio di una coppia di anziani di Castelfranco. Tra il 2018 e il 2019, infatti, era entrato in contatto con loro e li aveva circuiti, spacciandosi per medico e infermiere professionale. Si prendeva cura di loro, prescriveva terapie ed effettuava medicazioni dimostrandosi sempre molto attento e puntuale. Aspetti che avevano dato certezze anche ai familiari della coppia, che mai si erano posti il problema delle competenze del 42enne Foggia. O almeno fino a quando - era febbraio 2019 - hanno iniziato a sospettare un raggiro economico, poi risultato di imponenti proporzioni. In due anni, infatti, il finto infermiere si era fatto consegnare circa 70mila euro dai due anziani. Era talmente tanto credibile e affabile che li aveva convinti a nominarlo responsabile della ristrutturazione della loro casa e a lui consegnavano i soldi per le operazioni.

Ma la mancanza dei denari dai conti ha insospettito i familiari che hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri della tenenza di Castelfranco. E le indagini si sono subito indirizzate su Foggia. Dagli accertamenti è emerso come il 42enne, che opera in una struttura per anziani della zona già al centro di indagini, ispezioni e polemiche, già nel 2013 era stato scoperto mentre esercitava la professione in modo abusivo e a Cosenza era esploso uno scandalo sui finti infermieri. Problemi li aveva avuti anche in Versilia, ma soprattutto aveva scelto il modenese come base operativa. Ad inizio 2014 era stato denunciato dal responsabile dell’Asp di Vignola: assunto da un’agenzia interinale era diventato il capo degli infermieri della casa protetta, dimostrando grandi doti operative. Eppure, senza diploma non avrebbe dovuto essere lì. Come del resto non avrebbe potuto operare in strutture analoghe della Bassa ed invece anche nell’Area Nord si era fatto conoscere. L’esercizio abusivo non era però passato inosservato e l’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Marco Niccolini, aveva portato ad una condanna in primo grado a 2 anni e 11 mesi. Anche in seguito a questa condanna il 28 dicembre l’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Cosenza ha emesso il provvedimento di cumulo di pena, eseguito in neppure 48 ore dai carabinieri di Castelfranco che hanno individuato Foggia, accompagnandolo in carcere al Sant’Anna. —

F.D.

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