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Casette dell’acqua addio «Sono poco redditizie» Pd e Legambiente critici

D.D.
Casette dell’acqua addio «Sono poco redditizie» Pd e Legambiente critici

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Una comunicazione di poche righe da parte del municipio ha portato non poche polemiche per la decisione di Pro Acqua, azienda di Rovereto specializzata in distributori idrici, di togliere le “Case dell’Acqua” che, tra il 2014 e il 2016, furono installate nelle vie Caduti senza Croce, Refice e Padova a Sassuolo e in via del Cimitero a San Michele dei Mucchietti.

Sui social, in particolare nei gruppi Facebook cittadini e sulla pagina ufficiale dell’amministrazione, più di un utente ha preso posizione chiedendo lumi sulla scelta e manifestando il proprio rammarico, a fronte di un quotidiano utilizzo del servizio in cui, utilizzando tessere prepagate, era possibile rifornirsi di acqua sia naturale che frizzante.

Dietro la scelta del gestore c’è stata una mancata convenienza, da parte del Comune e della sua società Sgp, nel tenere vivo il servizio: il gestore non riuscendo a fare utili a sufficienza aveva infatti chiesto dei contributi. A fare eco ai messaggi dei cittadini si è messo il Partito Democratico. I Dem annunciano infatti un’interrogazione da discutere in Consiglio comunale del primo febbraio. «Cercheremo di capire le ragioni che hanno portato alla scelta di non rinnovare l'accordo con la Pro Acqua – scrivono gli eletti del Pd – il cui obiettivo è ridurre il consumo e lo smaltimento delle bottiglie di plastica, nonché le emissioni inquinanti dovute al trasporto dell'acqua in bottiglia. Questo servizio era stato attivato nel marzo 2014 dalla giunta Caselli quando la ditta Pro Acqua vinse la gara di appalto, a costo zero per l’amministrazione comunale, impegnandosi a installare e manutenere le quattro casette dell’acqua che avrebbe offerto un servizio sia all’ambiente che alle tasche dei cittadini».

Il sindaco successivo e attuale consigliere, Claudio Pistoni, portò avanti ulteriormente il progetto. «L’allora assessora Sonia Pistoni – prosegue il Pd – aveva fornito i dati emersi rispetto all’erogazione di acqua gasata e di acqua naturale che indicavano un risparmio di 5.943 chilogrammi di plastica Pet e 5.955 chili di Co2 non emessi in atmosfera. Ora, nel 2020, si decide d’interrompere il progetto perché considerato “oneroso”, seppur apprezzato dai fruitori. Allora viene da domandarsi: cosa sia stato fatto dal 2019 ad oggi per promuovere i vantaggi di questo servizio?».

Altra posizione critica sull'argomento è quella della Legambiente: «Prendiamo atto con rammarico della circostanza – scrivono dal circolo Comuni Pedemontani Modenesi – la cittadinanza rimarrà sprovvista di un servizio di grande valore. L’amministrazione non ha precisato i motivi che hanno condotto alla chiusura del servizio da parte del gestore privato e non si è espressa su cosa intende fare per il futuro in merito a tale servizio: per questo auspichiamo che si adoperi per garantire la continuità di un servizio importantissimo per la cittadinanza sassolese, ogni giorno più attenta alle istanze di tutela dell’ambiente e del territorio, sia sostenendo opportuni investimenti per ripristinare le casette dell’acqua, sia prendendo le opportune iniziative al fine di informare la cittadinanza e incentivarla all’utilizzo di un servizio essenziale per il bene comune».

«Molte amministrazioni sul nostro territorio si sono già mosse per fornire le casette in modo pubblico e gratuito, in quanto queste sono un servizio molto importante per chi ne usufruisce», commenta Fridays for Future di Sassuolo. —

D.D.

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