Creazione d’Adamo Banksy e Picasso vengono imbrattati «Proviamo a rifarli»
I murales nel sottopasso della Coop sono ormai rovinati L’artista Bongiovì: «Mi piacerebbe ricoinvolgere i giovani»
Stefania Piscitello
maranello. Il primo anno era stato “Il mondo in una strada”: un murales con una sezione per ogni continente. Per l’America la Piramide Maya, per l’Europa la Creazione di Adamo e così via. Poi si era passati ai quadri famosi riproposti in chiave moderna, da Picasso, a Banksy, a Magritte. Tutto per riqualificare il sottopasso della Coop di Maranello: era stato il professore e artista Toni Bongiovì a realizzare le opere, insieme a studenti ed ex studenti delle medie Galilei e ai ragazzi del Centro Giovani.
Bongiovì aveva partecipato a un bando cultura promosso dal Comune per riqualificare la zona coinvolgendo i giovani. E la cosa aveva funzionato. Perché il progetto è andato avanti per tre anni a partire dal 2016, e i murales avevano attirato l’attenzione di tutta la cittadinanza e, per molto tempo, sono rimasti intatti.
È stata nella notte di Halloween di due anni fa che, però, alcuni vandali hanno sfregiato per la prima volta le opere. La cosa, inizialmente, si è limitata a qualche disegno e scritte oscene con la bomboletta, ma nel corso degli anni la situazione è peggiorata e proprio nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno richiamato l’attenzione sulla questione. Ormai non sono solo i murales ad essere stati rovinati, ma anche le restanti pareti; girando nel sottopasso, è facile trovare rifiuti vari.
Ma il pensiero dei cittadini va soprattutto alla bellezza perduta di quei murales: «L’arte del murales – commenta Bongiovì – prima era clandestina, ora è il periodo d’oro. In molte città vengono usati per riqualificare i quartieri. La città si è infatti comportata bene negli anni, sono convinto che si tratti di qualche vandalo».
L’artista e professore sarebbe disposto a rimettere mano a quelle opere: «Mi piacerebbe rifarlo con i ragazzi. Il Comune di Maranello è sempre stato molto disponibile e mi è piaciuto collaborare con loro. Però servirebbero delle sicurezze, come delle telecamere, per evitare che la cosa si ripeta».
Il vicesindaco Mariaelena Mililli, che ha la delega alla Cultura, spiega: «Quella è un’area delicata, in un luogo isolato. Il progetto, nato anni fa, aveva coinvolto i ragazzi proprio per evitare atti vandalici, per far sì che i giovani difendessero un pezzo del proprio lavoro, e così è stato per molti anni».
L’intenzione di proseguire quindi c’è, ma ci sono alcune difficoltà. In primis, il sottopasso per metà è del Comune, per metà di Coop. Per quanto riguarda il cablaggio di telecamere, il primo edificio pubblico è quello delle scuole, e i costi sarebbero elevati; inoltre si teme che le telecamere vengano a loro volta vandalizzate. «Stiamo anche valutando se sia possibile usare delle vernici da ripristinare con l’idropulitrice, ma anche in questo caso il costo lieviterebbe. Però è un’area che ci sta a cuore, stiamo cercando soluzioni». —
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