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l’ordinanza del ministro 

L’inizio stagione è slittato al 18: boccone dolceamaro per lo sci

Daniele Montanari

Non è il 31 come veniva chiesto da alcuni membri del governo Scelta l’apertura di lunedì e cosi si perderanno a gennaio altri due weekend importanti

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Daniele Montanari

Boccone dolceamaro per le stazioni sciistiche: non si apre il 7, come ormai era nell’aria, ma non si arriva neanche al 31. Il ministro della Salute Speranza ha firmato ieri pomeriggio l’ordinanza che sposta la data al 18 gennaio “subordinatamente all’adozione di apposite linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico”.

Poteva andare meglio, perché la data cade in lunedì facendo così perdere altri due weekend, ma poteva anche andare peggio. Luciano Magnani, presidente del Consorzio Cimone, cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno: «Al governo c’era chi insisteva per il 31, siamo riusciti a ottenere il 18 grazie alla mediazione di Stefano Bonaccini in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, e di questo lo ringraziamo sentitamente - sottolinea - speriamo però che sia davvero l’ultimo rinvio perché non so davvero se il territorio riuscirebbe a sostenerne un altro».

Il conto è già pesantissimo per le attività ricettive, e non solo, legate al sistema neve. E per gli impiantisti stessi: «Al 7 gennaio - rimarca - le mancate entrate per il Consorzio arriveranno a 2 milioni, al 18 con la perdita di altri due weekend cruciali saremo a 2,5-2,6 e abbiamo anche le spese per la manutenzione piste effettuata finora. Bonaccini ha già dato una mano ai maestri con il milione appena stanziato in Regione, e ha promesso di aiutare anche gli impianti di fronte al peggior inizio stagione della storia. È sempre stato di parola: confido che riesca ad ottenere dal governo le misure necessarie per risollevarci».

Magnani si sforza di pensare positivo, e infondere fiducia al comparto: «Abbiamo 2 metri di neve al Cimone: grazie al lavoro fatto in questi giorni il 18 saremo in grado di riaprire con 50 km di piste, in condizioni straordinarie che non si vedevano da anni. Non si recupererà il Natale e ciò che rappresenta, ma possiamo trovarci davanti a una grande seconda parte di stagione. Pasqua arriva presto, il 4 aprile: la neve sulle piste è stata pressata a regola d’arte, ci sono tutti i presupposti per mantenere gli impianti aperti anche oltre, dando ossigeno a tutta la filiera legata allo sci, con un pensiero particolare per gli stagionali che in questo momento sono senza lavoro». Ad impianti aperti, con questa situazione climatica Magnani confida in una forte risposta degli appassionati: «Garantiremo un’offerta di piste come mai prima: sono convinto che dopo tanta attesa, saranno sicuramente tante le persone che sceglieranno il Cimone per godersi la neve all’aperto, in sicurezza e con tutte le emozioni che inverni come questo riescono a dare. Dopo il brutto viene sempre il bello, come in tutte le cose: dobbiamo crederci». —

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