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La macelleria Roncadi saluta Per 60 anni ha fatto la storia

F.D.
La macelleria Roncadi saluta Per 60 anni ha fatto la storia

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medolla. La mente corre veloce alla frase ripetuta ogni giorno dal papà Lucio: “iv vindù?”. Era diventato quasi un mantra quella domanda per Lino Roncadi e Silvana, che avevano dato continuità alla macelleria di famiglia. Ora, quasi sessant’anni dopo, la bottega di via Roma ha deciso di abbassare la saracinesca, congedandosi dai clienti che fino al giorno di San Silvestro non volevano crederci. E invece Lino e la moglie Silvana hanno concluso una lunga storia fatta di qualità e cortesia. «Sono in pensione - ammette Lino - e dal 1 gennaio anche lei ha raggiunto l’età per ritirarsi. E così abbiamo deciso di congedarci dal lavoro. Cosa faremo? Se la pandemia ce lo consentirà vorremmo viaggiare tanto e scoprire luoghi che non abbiamo mai visitato».

È il 23 novembre 1961 quando Lucio Roncadi e la moglie Vanda Grisanti entrano in bottega. Sono la prima generazione che investe sulla macelleria. «Ricordo quando, a 5 anni - dice il figlio Lino - salivo sulla canna della bici del papà e andavamo a scegliere gli animali che sarebbero poi stati macellati. L’attenzione per la materia prima è sempre stata una nostra caratteristica. Mai avremmo messo in vendita prodotti che non ci convincevano o non avremmo mangiato».

E mentre Lucio e Vanda lavorano, Lino non ha troppa voglia di studiare: la strada sembra tracciata. Nel 1974 viene mandato a Mirandola a fare da apprendista da un amico macellaio del padre («Mi ha insegnato davvero bene il mestiere»), nel 1978 parte militare e l’anno dopo entra nel negozio dei genitori a Medolla. «La bottega è piccolina - sorride - Sfido chiunque a stare in poco più di 50 metri quadrati con i propri genitori. Mamma, quante litigate che abbiamo fatto. Ma loro mi hanno trasmesso l’attenzione e la cura per il prodotto». Come dimenticare i metri e metri di salsiccia insaccata a mano o la qualità dei salami prodotti da sé. «Nel 2000 è arriva mia moglie Silvana – spiega Lino – Senza di lei sarebbe davvero stata dura. Invece ha dimostrato di essere una collaboratrice instancabile, il segreto del nostro successo. Abbiamo lavorato per vent’anni ogni giorno insieme, ma non nego che ci siamo anche tolti diverse soddisfazioni. Certo, l’affetto dei clienti è stata la cosa più importante e sentirci dire “state scherzando, non chiuderete perché non sapremmo come fare a comprare la carne buona” è stato il complimento più bello. Ma un ricordo particolare va alle gare al circolo Menecò dove negli ultimi anni ho vinto la gara per il miglior salame, anche quella del ventennale, a dimostrazione che abbiamo messo sempre tanta cura nei prodotti». —

F.D.

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