La pazza corsa delle azioni Ferrari nuovo massimo storico a 190,75 euro
A cinque anni esatti dal debutto l’ennesimo boom negli ultimi giorni di dicembre. La quotazione iniziale era di 43 euro
Stefano Turcato
La Borsa di Milano è chiusa da qualche giorno ma le ultime sedute del 2020 sono state caratterizzate dalla costante crescita di valore del titolo azionario di Ferrari, tanto brillante sul mercato di Piazza Affari quanto deludente sulle piste dei Gran Premi di Fomula Uno.
Nella penultima seduta borsistica, il 29 dicembre scorso, le azioni Ferrari hanno raggiunto quota 190,75 euro, nuovo massimo storico per un titolo che solo agli inizi del mese scorso si era stabilizzato attorno alla quotazione di 177 euro. Poi una crescita graduale fino al record di martedì scorso.
È opportuno ricordare che il debutto di Ferrari alla Borsa di Milano risale all’inizio del 2016, esattamente cinque anni fa, e la valutazione all’esordio venne fissata a 43 euro. Difficile trovare altri titoli azionari in grado di raggiungere quotazioni di questo tipo in tempi così relativamente brevi. Alla base c’è il valore del marchio, con pochi rivali al mondo, ma anche una gestione aziendale che ha incontrato i favori del mercato anche dopo la fine dell’era Marchionne. Un successo che non è stato scalfito nemmeno dalle recenti di missioni dell’amministratore delegato Louis Camilleri, sostituito temporaneamente dal presidente John Elkann.
Dai 43 euro del debutto la crescita di valore del titolo è stata abbastanza costante nel tempo medio. E questo nonostante le difficoltà dei primi mesi, quando era stato raggiunto anche un minimo storico di 28 euro: rispetto a quella valutazione ora le azioni Ferrari hanno moltiplicato il loro valore quasi sette volte. Ecco alcune delle tappe più significative. Nel gennaio 2017 le azioni delle “Rosse” valevano 56 euro, a maggio 73 e 77 euro, a fine giugno la quotazione si era abbassata a 75,15 poi il boom fino ai 90 di fine luglio per superare il tetto dei 100 euro in novembre. Quindi si sono registrati cali (88,65 il 20 dicembre) per tornare a crescere sempre più nella prima parte del 2018. Il 2 maggio c’è un rialzo a 105,75 e poi doppio salto in alto che trascina verso i nuovi record: il 7 maggio a 118,05. Il 15 giugno il nuovo massimo storico a 127,65. In settembre la quotazione inizia a scendere fino a 85,56 euro di fine dicembre. Nel 2019 le azioni Ferrari riprendono a salire: 96,36 il 10 gennaio poi 110,35 il 14 febbraio e il grande balzo a 143,25 del 21 giugno, il 16 luglio a 151,30 poi portato a 155,10 in novembre fino ai livelli del 19 febbraio scorso, quando è stata raggiunta la quotazione di 169,05. I mesi della pandemia sono stati superati brillantemente fino ai 177 euro di inizio dicembre e al massimo storico di fine anno 2020.—
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