Modena. Il prof. Cossarizza "supereroe" in un videogame sulla lotta al Covid
L'avatar di Andrea Cossarizza, scienziato e Professore Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche materno infantili e dell'adulto di Unimore in un videogame on line, completamente gratuito, ideato per illustrare quello che il virus Sars-Cov-2 provoca al nostro organismo
«Un’occasione a cui ho subito detto di si con grande entusiasmo– afferma il Prof. – perché grazie a questo gioco, i “gamer” di tutto il mondo potranno aiutare concretamente la comunità scientifica internazionale a sconfiggere la Pandemia».
Project Discovery Phase Three (questo è il nome completo messo on line in primavera avanzata, proprio all’inizio della Fase 3), è una sezione di “EVE Online”, che , se per gli appassionati non ha bisogno di presentazione, per i profani è uno dei più popolari videogame del pianeta. EVE Online, pubblicato nel maggio 2003 dalla CCP Games e tuttora in evoluzione, è un MMORPG sandbox (ovvero un gioco che ti permette di creare in autonomia la tua strada) fantascientifico, interamente ambientato nello spazio, tra i più longevi del genere, che conta ad oggi più di 300 milioni di giocatori, con una media annua di 20 milioni, arrivati a giocare simultaneamente fino a 65.000.
E così all’interno del suo percorso, nella galassia di Canopus, gli autori hanno introdotto il gioco guidato dall’avatar del Professor Cossarizza, che come è ormai noto, è divenuto emblema mondiale per la lotta al nuovo Coronavirus. «Chi gioca in realtà fa sul serio – spiega il Prof. - deve seguire le indicazioni del mio avatar e se sbaglia deve riconciare da capo. Ai gamer insegno ad analizzare i linfociti dei malati di Covid- 19, con tecniche che nella vita reale vengono utilizzate in laboratorio attraverso una strumentazione sofisticata. Facendo questo i giocatori si cimentano in analisi il più simili possibili alle mie raggiungendo, passo dopo passo, risultati importanti.
Specializzandosi poi, ottengono premi simbolo indispensabili al proseguimento del gioco vero e proprio. Ma mentre i giocatori riconoscono le popolazioni cellulari, ovvero riconoscono cluster di cellule uguali o simili, contribuiscono alla creazione di un algoritmo che, tramite un sistema di intelligenza artificiale, istruisce il software del gioco a eseguire analisi in autonomia. In pratica insegniamo agli umani per insegnare a una macchina”. La finalità di Project Discovery allora diventa quella di dimostrare che anche nella scienza “l’unione fa la forza” e il singolo non può mai vincere da solo.
«Ciascuno è un piccolo eroe che indossa le vesti da guerriero – afferma Cossarizza - che prova a riportare vita e normalità in questo mondo alterato dalla pandemia. Il gioco sta funzionando benissimo e ha già prodotto ottimi risultati. Dalla primavera ad oggi si sono effettuate oltre 47 milioni di analisi e grazie all’algoritmo creato e al sistema di “machine learning”, io non devo più intervenire e le analisi che prima mi occupavano anche ore di lavoro adesso vengono svolte in simultanea dal computer”. Per raggiungere risultati reali e utili nella vita reale, il videogame, ideato anche grazie alla collaborazione della McGill University e BC Cancer, permette ai giocatori di utilizzare dati veri, ottenuti con citometria a flusso (tecnica utilizzata per rilevare e misurare le caratteristiche fisiche e chimiche delle cellule) e concessi in repository pubblici, in particolare dall’International Society for the Advancement of Cytometry (ISAC) di cui il prof. Andrea Cossarizza è presidente, dall’International Clinical Cytometry Society (ICCS) e dallla European Society for Clinical Cell Analysis. «Ma per vincere e chiudere la partita contro il Covid- 19 la strada è ancora lunga e in salita - conclude il Professore- anche se ad oggi abbiamo una nuova e potente arma: il Vaccino.
La campagna però sarà lunga e difficile. Ecco perché non va abbassata la guardia e la scienza deve continuare a lavorare nell’ approfondimento della conoscenza del virus e dei suoi effetti». — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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