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Modena. «Il ritorno in classe alle superiori è una scelta irresponsabile»

Modena. «Il ritorno in classe alle superiori è una scelta irresponsabile»

Si avvicina la riapertura delle scuole, fissata per giovedì 7 gennaio, ma non mancano le polemiche sulle modalità. C’è chi sostiene la necessità di tornare in aula, chi di proseguire con la didattica a distanza. Con questo secondo schieramento si allinea il sindacato Cub Scuola di Modena che ritiene «la decisione del Governo e del ministero dell’Istruzione di riaprire le scuole superiori sia irresponsabile.

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MODENA Si avvicina la riapertura delle scuole, fissata per giovedì 7 gennaio, ma non mancano le polemiche sulle modalità. C’è chi sostiene la necessità di tornare in aula, chi di proseguire con la didattica a distanza. Con questo secondo schieramento si allinea il sindacato Cub Scuola di Modena che ritiene «la decisione del Governo e del ministero dell’Istruzione di riaprire le scuole superiori sia irresponsabile. È evidente che non ci saranno cambiamenti significativi né nell’organizzazione dei trasporti, né degli spazi scolastici: non ci saranno perché non sono stati stanziati nuovi fondi nelle ultime manovre finanziarie. Ciò significa che, se questa decisione sarà confermata, tra qualche giorno insegnanti e studenti torneranno a scuola nelle stesse condizioni di ottobre, anzi in condizioni molto peggiori».

Il sindacato di fronte all’aumento di morti e contagi, all’impossibilità di seguire il tracciamento dei casi, ricorda che «il freddo non consentirà di tenere aperte le finestre (quando sappiamo che l’aerazione degli spazi è molto importante), le difese immunitarie sono più basse e si è più esposti a rischi di contagio. Infine, la riapertura rischia di comportare uno stravolgimento degli orari degli insegnanti e degli studenti».

Il Cub avrebbe voluto che, durante il periodo di chiusura delle scuole, il ministero avesse eseguito un monitoraggio delle condizioni di studenti e personale scolastico, anziché preannunciare un ritorno in classe in totale sicurezza: «Perché il ministro Azzolina non si è attivata per capire come migliorare quella didattica a distanza che è indispensabile per garantire il distanziamento sociale?».

«È facile riscuotere consenso assecondando il comprensibile desiderio degli studenti, dei loro genitori e degli insegnanti di “tornare alla normalità” - attacca ancora il Cub - se quella normalità non esiste, il rischio concreto è di tradurre questi desideri in nuove tragedie. La verità è che le esigenze economiche hanno avuto la meglio e ora, con la riapertura delle scuole, rischiamo di pagare un costo ancora più alto. Per fortuna il 2021 si apre con una buona notizia: l’arrivo dei vaccini. Allora ci chiediamo: non sarebbe più razionale stringere i denti ancora qualche settimana, procedere celermente con la vaccinazione del personale scolastico e degli studenti e riaprire le scuole, così sì, in reale sicurezza? Se la scuola è ritenuta davvero importante (e non una “priorità” solo a parole) perché non ci si attiva per garantire una rapida vaccinazione a chi le scuole le frequenta?».
 

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