«Superare la paura del nuovo e costruire la città del futuro»
Sì alle nuove ciclabili d’emergenza, a partire da quella di via Morane. A dirlo è Diego Lenzini, consigliere comunale e responsabile Trasformazione urbana del Pd cittadino. «Modena è tra le città con il più alto numero di auto per abitante - esordisce Lenzini - il 12% degli spostamenti in auto è sotto il chilometro, il 32% sotto i due, abbiamo una dotazione di parcheggi ai massimi livelli e la Pianura padana è una delle zone più inquinate d’Europa. E’ questo il contesto in cui ci muoviamo nel ridisegnare la mobilità della città per renderla più sostenibile. La nuova ciclabile in via Morane - incalza il consigliere - è stata pensata e realizzata in questo perimetro, con il doppio senso di marcia e in sede stradale. Chi per spostarsi in città utilizza una mobilità sostenibile deve avere infrastrutture che non lo mettano in secondo piano rispetto agli automobilisti, a costo di restringere un po’ le corsie per le auto».
Replicando alle perplessità del capogruppo leghista Alberto Bosi, il consigliere dem fa notare che «su via Morane è prevista una direttrice ciclabile dal Piano delle mobilità sostenibile approvato in luglio, mentre il Consiglio si è espresso all’unanimità, e quindi anche con i voti di Lega e Bosi a favore di linee di indirizzo che prevedevano ciclabili in sede stradale. Bosi sostiene che questi interventi lasciano tutti scontenti: residenti, esercenti e automobilisti. Nel “tutti” mancano “solo” i ciclisti e gli utilizzatori di mobilità alternativa, un lapsus che denuncia purtroppo ancora una volta una visione autocentrica in cui la mobilità sostenibile è poco più che una bella parola. La politica deve saper ascoltare - chiude Lenzini - per capire i bisogni e fare tesoro delle critiche, ma deve anche saper immaginare la città del futuro che dovrà rispondere a bisogni e necessità diverse, anche se questo vuol dire cambiare alcune abitudini e fare scelte coraggiose che non tutti ora capiscono o condividono. Oggi disegniamo la città del futuro: se non lo facciamo e restiamo ostaggi dello “status quo” e della comprensibile paura del cambiamento, rincorreremo sempre i bisogni senza dare risposte». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
