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Concordia, il pastore Matteo, il fotografo Fiorenzo e le 1.400 pecore

Chiara Pignatti
Concordia, il pastore Matteo, il fotografo Fiorenzo e le 1.400 pecore

Il giovane bresciano ha portato il gregge nei campi del paese. Con le sue foto è stato realizzato un calendario celebrativo

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CONCORDIA. Un ritorno agli antichi mestieri e alla natura. In una giornata d’inverno, i cittadini di Concordia si sono svegliati con il belato di più di mille pecore, guidate da un giovane pastore di nome Matteo. Erano anni che non passava per le campagne un gregge di una dimensione così grande, transitando per Santa Caterina, Fossa, Vallalta e San Giovanni. Il fotografo Fiorenzo Amadelli, avvisato da un’amica e spinto dalla curiosità e dalla meraviglia di quel momento, una volta presa macchina fotografica e obiettivo, si è diretto per le campagne alla ricerca del pastore.

«Ho visto una distesa di lana lungo tutto il campo, una meraviglia. E in mezzo a loro, un giovane ragazzo, altissimo e biondo, dal viso buono» spiega Fiorenzo. In uno scenario simile ad un presepe, tra il verde dell’erbetta, la nebbia e il manto delle pecore, emerge altissimo il pastore, Matteo Freddi, 22 anni, originario di Brescia. Il suo viaggio di transumanza è iniziato a giugno, giungendo a Concordia nel pieno della fascia rossa e durante l’esondazione del Panaro.

«Oltre a me, anche mio papà fa il pastore. È una tradizione di famiglia» racconta Matteo. Si sposta con una roulotte accompagnato da un aiutante, insieme a due cani, tre asinelli e a 1.400 pecore. Un ragazzo allegro, buono e disponibile, dalla forte sensibilità e passione per il suo gregge. Con Fiorenzo ha stretto subito amicizia, e insieme a lui, durante i giorni di quarantena, con tutti gli abitanti di Concordia, i quali spinti dalla curiosità e dall’eccezionalità del momento, hanno approfittato per portare i bambini a vedere il gregge.

«Mi è venuta in mente l’idea di raccontare tramite le fotografie questo mondo. Io e Matteo siamo stati insieme tra il fango, la pioggia e la nebbia per diversi giorni, sempre circondati dalle pecore» continua Fiorenzo, spiegando il perché della macchina fotografica. Dalle fotografie si è passata all’idea di un calendario, prima di tutto da regalare a Matteo come ricordo del suo passaggio in paese, e poi per tutti i cittadini, i quali si sono mostrati entusiasti di poter acquistare e avere in casa un ricordo tanto speciale. Per questo, le foto di Fiorenzo sono state donate a un fotografo professionista il quale le ha rese disponibili in diversi formati, tra i quali i clienti hanno potuto scegliere.

Un evento che ha richiamato a vecchi riti contadini, ad un contatto puro con la natura e gli animali, ad antichi mestieri. Un evento che ha reso meno grigio il periodo di quarantena per i cittadini di Concordia, che approfittavano di passeggiare e osservare quel giovane così attento al gregge, disponibile per ogni chiacchierata e allegro con i bambini. Una grande amicizia infatti è nata tra il giovane pastore e gli abitanti: nei giorni freddi, molte signore portavano a Matteo un pasto caldo per cena, un po’ di vino e un dolce. I bambini passavano vicino a lui per chiedergli di poter toccare il manto delle pecore, i signori lo intrattenevano chiedendogli quale percorso avrebbe intrapreso una volta lasciato il paese. “è rimasto con noi un mese, passando per tutti i campi a disposizione per le pecore. Ora il suo viaggio è continuato e si è spostato verso il mantovano. Ha oltrepassato Moglia ed è a San Benedetto Po” conclude Fiorenzo. —

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