Gazzetta di Modena

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«Dormire cinque ore con la neve è un lusso Il pranzo di Natale? Un panino alla guida»

Saverio Cioce FRASSINORO.

Frassinoro, Mauro Vignaroli da trent’anni cura lo sgombero delle strade con i suoi mezzi 

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Saverio Cioce

FRASSINORO. Quando riesce a dormire cinque ore di fila è un lusso. E pure quando arriva a casa un’ora prima di mezzanotte e trova ad aspettarlo la moglie col piatto caldo.

Per Mario Vignaroli, 54 anni e da trenta appaltatore del servizio neve, le diciassette ore di fila al lavoro non sono una rarità. «Il pranzo di Natale? - dice ridendo - Per me è stato un panino mangiato sulla turbina perchè dalle 5 ero al lavoro sul mezzo. Abbiamo iniziato l’11 dicembre ma da dieci giorni dopo non abbiamo avuto più tregua. Alzarsi alle 4 o alle 5 quando è ancora buio per metterci al lavoro è diventata la regola. E dopo una difficoltà ce n’è sempre un’altra. Ma noi non molliamo mai».

Per il Comune di Frassinoro la sua ditta ormai è sinonimo di garanzia, visto che da tre decenni ininterrotti continua il suo lavoro invernale per conto della Provincia.

Nel tempo l’attività si è ingrandita e oggi al suo fianco lavorano due operai e suo figlio Michael. Con quest’ultimo ha costituito una piccola società che d’inverno, con tre lame, come in gergo si chiamano le barre spazzaneve fissate su altri mezzi, e la sua turbina provvedono a rendere transitabili le strade dei passi più alti dell’Appennino. Ma i rapporti di parentela non c’entrano nulla quando si è seduti in mezzo al deserto bianco e il primo a dare l’esempio è Michael. «Il 21 dicembre gli è nato il secondo figlio - racconta il padre - Noi tre ci siamo messi d’accordo per lasciargli il giorno libero per fare i suoi turni. Poi, quando è nato il figlio Bryan ha lasciato la moglie in ospedale a Sassuolo ed è tornato su in montagna. Ha ripreso il lavoro con noi».

Ma non è il cibo nè il freddo il peggior nemico degli uomini che da due, tre settimane in alcuni casi, stanno percorrendo avanti e indietro le strade innevate. È proprio il sonno, che notte dopo notte si accumula senza spazi al pari della neve, che fa diventare la fatica più pesante.

«Si comincia a sentire - sospira Mauro mentre parla dal telefonino a viva voce per non interrompere il suo tragitto - Noi copriamo 30 km da Piandelagotti a San Pellegrino in Alpe, con il Passo delle Radici». Ieri il loro lavoro è stato praticamente indispensabile, visto che per ore il Passo dell’Abetone è rimasto chiuso e quello delle Radici è stato l’unico transitabile tra la nostra provincia e la Toscana. —

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