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Modena, strage alle Fonderie: il manifesto del Collettivo Fx. Si intitola “Perché?”

Carlo Gregori
Modena, strage alle Fonderie: il manifesto del Collettivo Fx. Si intitola “Perché?”

La nuova opera è già stata posizionata vicino al cippo Sabato la commemorazione e l’incontro sindacale

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«Perché?» Un manifesto di sei metri per tre con il disegno di un ragazzo morto e una domanda secca. È la nuova opera preparata dal Collettivo Fx - composto da artisti di strada emiliani che fanno capo a Reggio - in occasione del ricordo dei sei morti delle Fonderie, la strage compiuta dalle forze di polizia in via Ciro Menotti durante lo sciopero del 9 gennaio 1950. Un tema tragico che aveva già impegnato il Collettivo Fx in un analogo manifesto che due anni fa creò scandalo innanzitutto tra le stesse forze di polizia: agenti della Digos lo strapparono poco prima dell’inizio delle celebrazioni presso il cippo alle ex Fonderie.

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Questa volta a sostenere il lavoro artistico di ricerca del collettivo di artisti è Arci che presenta questo manifesto affisso proprio sul cartellone più volte criticato perché riportava pubblicità normale proprio nel giorno del ricordo di quegli operai uccisi. Quest’anno, come annuncia già il sindaco, le celebrazioni saranno in forza ridotta causa Covid: anche il ritrovo davanti al cippo previsto alle 9 della mattina di sabato avverrà col distanziamento e con un incontro di breve durata. La giornata sarà dedicata al sindacato ieri e oggi, ai cambiamenti e alle scelte lungo un percorso di oltre settant’anni.

Tornando al manifesto che sarà esposto fino al 17 gennaio, l’intervento voluto da Collettivo Fx si concentra tutto in quella domanda: perché il 9 gennaio 1950 i poliziotti spararono ai manifestanti? Perché centinaia di giovani scesero in strada sapendo che rischiavano la vita? L’azione di arte urbana in ricordo della strage che segnò Modena fa parte di un progetto partecipato che ha visto un ciclo di laboratori e incontri sul web per riflettere sui fatti del 9 gennaio, quando sei persone furono uccise e oltre cinquanta ferite durante una manifestazione sindacale. Gli incontri del laboratorio che si è svolto tra ottobre e dicembre sono disponibili sul sito www.arcimodena.org e sul canale YouTube di Arci.

«Quello che abbiamo dipinto è una sintesi di quanto avvenuto il 9 gennaio 1950: un ragazzo colpito da un proiettile che cade a terra, un’immagine che è un invito a riflettere – spiega Simone Ferrarini del Collettivo FX -. Per questo ho messo la scritta perché: perché è avvenuta questa cosa? Perché della gente a sparato ad altri ragazzi? Perché i manifestanti sono scesi in strada sapendo che rischiavano la vita? Semplicemente una domanda grande sei metri per tre». Il manifesto, realizzato a mano e affisso nello spazio di via Ciro Menotti, dalle Ex Fonderie Riunite di Modena, fa parte del calendario di appuntamenti a cura del Comune di Modena per ricordare, commemorare e riflettere sull’Eccidio delle Fonderie Riunite».

“Dal 9 gennaio 1950 ai giorni nostri: come fare sindacato oggi?” è il titolo dell’incontro sindacale di sabato che vedrà la partecipazione dei segretari generali di Cgil Emilia-Romagna Luigi Giove, Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri e Uil Emilia-Romagna Giuliano Zignani. Collegati in videoconferenza dalle 11 sui canali social, i tre segretari regionali illustreranno il Patto per il lavoro e il clima firmato nei giorni scorsi a Bologna. Durante l’iniziativa verrà presentato anche il sito web contenente i materiali (foto, documenti e video) della mostra “9 Gennaio 1950 – 9 Gennaio 2020. La memoria della città”, allestita da Cgil Cisl Uil ad Ago Modena Fabbriche Culturali in occasione del 70 esimo anniversario dell’eccidio. L’incontro online sarà preceduto alle 9 dalla commemorazione presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie. I segretari generali di Cgil Modena Manuela Gozzi, Cisl Emilia Centrale William Ballotta e Uil Modena-Reggio Luigi Tollari, insieme alle autorità cittadine, deporranno corone di alloro in memoria dei sei operai morti. —

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