«La fusione tra Fca e Psa non intaccherà il futuro di Maserati, Ferrari e Cnh»
Sindacati concordi con qualche dubbio da parte di Fiom. «Sicuri i progetti del Tridente, le altre aziende restano autonome»
Stefano Turcato
La fusione fra Fiat Chrysler e Psa nella società Stellantis non inficerà il futuro promettente di Maserati e ancora meno di Ferrari e Cnh Industrial. È, in sintesi estrema, l’opinione dei sindacati locali riguardo le prospettive delle aziende con sedi modenesi legate alla galassia Fca.
Ne è certa Fim Cisl, esprime invece qualche dubbio prudente Fiom Cgil, anche se la sostanza resta comunque caratterizzata da una visione ottimistica.
«Il giudizio complessivo non può essere che positivo – dice Stefania Ferrari, segretaria di Fiom Cgil Modena – ma qualche dubbio in prospettiva devo averlo necessariamente. Ferrari e Cnh restano fuori dal perimetro di Stellantis e quindi mantengono la loro autonomia. Qualche dubbio invece per Maserati, anche se i progetti già esposti sono di sicuro interessanti e in una certa misura, sia pure non totalmente, incoraggianti riguardo l’occupazione. Almeno fino a quando non terminerà la cassa integrazione non si potrà stare del tutto tranquilli ma soprattutto credo sia importante andare oltre il progetto della MC20, che resta pur sempre un’auto di nicchia. I dubbi permarranno fino a quando non si apprezzerà un vero equilibrio per lo stabilimento di viale Menotti dal punto di vista produttivo».
«Ora – continua Ferrari – si sta facendo un lavoro significativo per aggiornare le linee e produrre la MC20 ma occorrerà fare chiarezza sulle altre possibili produzioni per garantire l’occupazione piena all’interno della sede modenese del Tridente».
Qualche certezza in più da parte del sindacato Fim Cisl: «Le nozze con Psa rappresentano una grossa opportunità per il gruppo Fca, gli stabilimenti italiani e la loro prospettiva futura, soprattutto per la messa in sicurezza dell’occupazione». Sono parole del segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale, Giorgio Uriti: «Il settore dell’automotive – aggiunge – è fortemente condizionato dalla necessità di grandi risorse finanziarie e tecnologiche per fare fronte ai cambiamenti in corso sulla mobilità e il cambio delle motorizzazioni. La fusione di Fca e Psa in Stellantis può produrre sinergie, vantaggi su piattaforme e modelli per affrontare positivamente questi cambiamenti senza mettere in pericolo i posti di lavoro. Noi della Fim Cisl presidieremo con determinazione le scelte e i piani industriali futuri di Stellantis per evitare contraccolpi sull’occupazione nel nostro territorio».
È già stata presentata la richiesta di incontri sindacali ai vari livelli, da quello nazionale a quello europeo e mondiale: il confronto fra sindacati e Gruppo Stellantis partirà dai nuovi piani industriali.
«Per noi è importante il rilancio di marchi italiani come Maserati – prosegue Uriti – Ci aspettiamo buoni risultati dalla nuova super sportiva MC20. È una vettura di nicchia in grado di garantire un futuro allo stabilimento modenese, nel quale lavorano circa 250 persone nella parte strettamente produttiva, mentre con gli indiretti e progettisti arriviamo a oltre 1.500 occupati. Bisogna tener conto infatti che, per Maserati, Modena rappresenta soprattutto il centro per la progettazione e sviluppo, con tutto quello che significa in termini di filiera e indotto. La Ferrari, ha una gestione autonoma e non è direttamente coinvolta nel nuovo gruppo. In Stellantis, comunque – aggiunge il segretario dei metalmeccanici Cisl di Modena e Reggio – la Fim è pronta ad affrontare con buone relazioni sindacali anche sfide impegnative se queste hanno come obiettivo investimenti, prospettive positive per stabilimenti e occupazione. Siamo indisponibili quando questi obiettivi non vengono garantiti e si mettono in discussione gli interessi dei lavoratori. È il nostro modo di fare sindacato e l’abbiamo dimostrato in questi anni nei momenti di difficoltà». —
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