Tecnici ed esperti sono al lavoro «Così “smontiamo” la discarica»
Entro domenica possono presentare osservazioni gli enti non convocati nella conferenza dei servizi
Elena Pelloni
SAVIGNANO. Si avvicina la prima scadenza, questa domenica, riguardo all’iter progettuale della discarica di Valsamoggia. In tale data, infatti, dovranno essere pervenute sul tavolo della Regione le osservazioni tecniche utili alla fase decisoria del progetto, della quale la conferenza dei servizi sarà il perno. Si tratta della prima fase del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) e chiunque può far giungere le proprie valutazioni. Gli enti direttamente coinvolti, tra i quali anche il Comune di Savignano, avranno invece tempo fino al 28 gennaio per presentare le proprie osservazioni. «Abbiamo stretto una convenzione con due istituti del Consiglio nazionale delle ricerche - spiega il sindaco di Savignano, Enrico Tagliavini - Si stanno occupando di redigere per noi due relazioni: una geologia e una sull’atmosfera e sulle correnti d’aria. Inoltre, abbiamo incaricato un geotecnico per una relazione geotecnica sull’eventuale discarica. Questo materiale lo presenteremo durante la Conferenza dei servizi. Aggiungo inoltre che questo materiale lo presenteremo a ridosso della data di scadenza, proprio per evitare di scoprire le nostre carte prima del dovuto». Anche Vignola Coraggiosa si è messa in moto per apportare il proprio contribuire al largo fronte del “no”. Il progetto del “Parco tecnologico” presentato dalla società reggiana Unirecuperi Srl ha infatti mobilitato un’importante fetta di cittadinanza e istituzioni del territorio, decisi a contrastare con ogni mezzo il progetto. Anche per questo motivo Vignola Coraggiosa ha tenuto una diretta Facebook lunedì, dando la parola ai tecnici della propria scuderia, i quali si sono occupati di presentare le debite osservazioni in Regione. Si tratta degli architetti Massimo Calzolari e Rita Botti. «Riteniamo che questa discarica non si debba fare in questo luogo innanzitutto perché mancano i presupposti di conformità al progetto - afferma Calzolari - secondo noi il luogo non è idoneo alla realizzazione di un impianto di questo tipo. Coinvolge, infatti, un geosito di particolare interesse culturale e ambientale, dato dai calanchi. La configurazione del paesaggio è un aspetto cruciale del territorio dell’Unione, così come per Valsamoggia. Inoltre, questa tipologia d’impianto per lo stoccaggio di rifiuti speciali è obsoleta e da scongiurare per le ragioni di sostenibilità e riciclaggio». Vignola Coraggiosa poggia la sua tesi, dunque, su quattro punti chiave: la mancanza di adeguate norme urbanistiche, l’incompatibilità del sito per conformità e valore del distretto, la rinuncia di Unirecuperi Srl a ricercare un luogo alternativo, l’assenza di adeguate valutazioni di rischio. La lista guidata da Giulia Cremonini aggiunge: «Il no risoluto alla discarica è una concreta occasione per affermare localmente la necessità di perseguire un nuovo modello di sviluppo. Un modello che considera la salute, l’ambiente» si legge sul documento in arrivo sui tavoli regionali. Al termine della fase di consultazione, Arpae convocherà tutti gli enti interessati in una Conferenza di servizi decisoria. In questa fase si redigerà un verbale dei lavori della Conferenza, sottoscritto da tutti gli Enti partecipanti. Esso costituirà la base per la determinazione Regionale in merito al Paur. —
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