Le donne magrebine hanno portato doni alla Casa di Riposo
CASTELVETRO. Per mesi hanno cucito, intrecciato fili di cotone, ricamato sciarpe, foulard, fazzoletti. Per chi? Per i nonni e gli anziani della casa di riposo di Villa Marconi. Un grande gesto quello compiuto dalle donne della comunità magrebina di Castelvetro. Dopo essere stati impacchettati, i doni lasciati davanti alla struttura sono stati sanificati per poterli consegnare agli ospiti del ricovero. Una dimostrazione di attenzione, affetto e calore. Calore che in questo periodo è estremamente necessario, non solo per combattere le rigide temperature invernali, ma anche perché il Covid ha tagliato le visite tra gli anziani e i rispettivi famigliari. «Gli anziani, come gruppo sociale, sono persone che abbiamo sempre a cuore e alle quali pensiamo spesso, ma non con un sentimento di pietà, bensì con un forte senso di stima e ammirazione». Queste le parole nella lettera di Fatima e Khadija, che hanno accompagnato le ceste di doni. «Il cielo è coperto da giorni, la solitudine ha circondato un po’ tutti noi – continuano – ma se guardiamo in fondo al nostro animo troveremo una fiamma, una scintilla di infinito, che magari abbiamo sopito e nascosto sotto le nostre preoccupazioni, i nostri pensieri, le nostre giornate. In questo momento così difficile stiamo riscoprendo e imparando a prenderci cura di noi stessi e degli altri. A volte baste poco per ridarci felicità e amore: risentire una persona cara, vivere davvero un’emozione, rileggere una frase». Un significato diverso quello che le protagoniste alle feste di questi giorni , ma il filo conduttore della condivisione e l’appartenenza alla stessa comunità permea i confini religiosi. «I nostri nonni sono anche i nonni loro», commenta il vicesindaco e assessore Giorgia Mezzacqui.
«Queste donne hanno profumi, sapori ed origini che vanno oltre al mediterraneo, ma nutrono un profondo rispetto per il paese che le accoglie, e che sentono loro. Se ci pensiamo –prosegue l’assessore Mezzacqui- la religione islamica non festeggia il Natale, eppure hanno lanciato un bellissimo messaggio: di fronte ad un inverno così rigido, hanno regalato qualcosa di caloroso, anche a livello simbolico. Loro in rappresentanza di tantissime altre donne musulmane.
È un percorso iniziato tanti anni fa, in un processo di incontro e integrazione spontaneo, nato da attività come la cucina, la lettura in biblioteca con le volontarie, e le camminate organizzate». —
M.V.
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