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Cisl: «Le sedi modenesi di Cnh non possono passare ai cinesi»

Stefano Turcato
Cisl: «Le sedi modenesi di Cnh non possono passare ai cinesi»

Uriti e Bonfatti: «Non sappiamo nulla di ufficiale ed è stato chiesto un incontro ma il settore che riguarda l’agricoltura e i suoi 1.500 addetti non sono coinvolti»

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Stefano Turcato

Secondo i responsabili modenesi del sindacato Cisl le sedi locali di Cnh Industrial non verranno coinvolte nella trattativa in corso per la cessione di uno o più rami d’azienda ai cinesi del colosso automobilistico Faw.

Le indiscrezioni sull’operazione anticipate dall’agenzia Reuters, in assenza di dettagli sulla notizia, avevano aperto la strada a una lunga serie di ipotesi, compresa quella del possibile coinvolgimento dei due stabilimenti modenesi di Cnh nelle trattative. In città a Modena c’è la sede produttiva che si occupa di trattori agricoli e nella vicina località San Matteo la Cnh ha il Centro ricerca e sviluppo, sempre legato al settore agricolo, oltre a i magazzini. Al momento ci sono conferme soltanto per la parte che comprende i camion e autobus a marchio Iveco e una quota di Fpt (Fiat Powertrain Technologies) Industrial, divisione che produce motori.

«In assenza di comunicazioni ufficiali – dice Giorgio Uriti, segretario Fim Cisl Emilia Centrale – anche a noi risulta che la parte modenese di Cnh, che è legata al settore agricolo, non debba essere coinvolta nell’operazione con i cinesi di Faw. È stato richiesto un incontro all’azienda per avere notizie sicure per gli oltre 1.500 lavoratori impegnati nelle due sedi locali».

E le stesse considerazioni sono confermate da Alessandro Bonfatti, sindacalista Cisl direttamente impegnato a seguire l’attività di Cnh: «Potremo essere certi – afferma Bonfatti – solo dopo un incontro con l’azienda ma al momento ritengo che il settore che lavora per l’agricoltura non venga compreso nei possibili accordi con i cinesi di Faw».

Il gigante cinese Faw, conosciuto per le produzioni di autovetture, l’anno scorso aveva annunciato importanti investimenti in Emilia Romagna per produrre supercar elettriche ma per ora non si sa nulla sugli ulteriori sviluppi di questo progetto. Sul tema Cnh va ricordato che le trattative si erano interrotte l'anno scorso dopo che l'azienda statale cinese aveva presentato un'offerta preliminare a luglio, valutando Iveco poco più di 3 miliardi di euro. Cnh l'aveva respinta ritenendola troppo bassa. Ora però il Gruppo cinese è determinato a espandersi al di fuori della Cina nei prossimi due anni e per questo ha lanciato un'offerta migliore.

Una vendita di Iveco costituisce un'alternativa al piano fissato da Cnh Industrial nel 2019 per dividersi in due e quotare la propria attività di camion e autobus, insieme a Fiat Powertrain Technologies. Sorgerebbero due gruppi globali, uno per i veicoli commerciali e i motori, l’altro per i segmenti di agricoltura, costruzioni e veicoli speciali. Andrà verificato se da quest’ultimo riferimento all’agricoltura saranno escluse le realtà modenesi di Cnh. —

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