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L'Emilia Romagna diventa zona arancione fino al 15 gennaio con altre 4 regioni

L'Emilia Romagna diventa zona arancione  fino al 15 gennaio con altre 4 regioni

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ROMA. Passano in area arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Il ministro Speranza, firmerà in serata una nuova ordinanza, in vigore fino al 15 gennaio. Secondo la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, nel periodo 15-28 dicembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 - 1,13), in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno.

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L'epidemia, si trova «in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti».

È giusto che l’ Emilia-Romagna sia in zona arancione», ha affermato il presidente dell’ Emilia-Romagna Stefano Bonaccini commentando su Radio1 la conferenza stampa al mistero della Salute. «C’è da dire però - ha sottolineato Bonaccini - che con i vecchi riferimenti parametrici non saremmo stati zona arancione. Abbiamo abbassato l’indice Rt da 1,5 a 1,25 e poi in un secondo momento fino a 1. Ora però i parametri sono cambiati. Per fermare il contagio è giusto che L’ Emilia-Romagna sia zona arancione».

«Ho firmato una nuova ordinanza che porta in zona arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita». Lo scrive su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.

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LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA

Una decisione che nasce da una constatazione: sale il contagio in Emilia-Romagna. Nelle ultime 24 ore si contano oltre duemila nuovi positivi e 80 morti (fra cui anche un ragazzo di 20 anni), crescono i ricoveri in terapia intensiva e l'indice Rt, che misura la trasmissibilità dei contagi è stabilmente sopra l'uno.

Circostanze che portano il ministero della Salute a inserire l'Emilia-Romagna in zona arancione. L'ordinanza entrerà in vigore da lunedì, ma l'Emilia-Romagna sarà, di fatto, in zona arancione già da domani, visto che lo sarà, per le restrizioni previste nel decreto natalizio, l'Italia intera. C'è quindi il divieto di spostamento fra Comuni, salvo comprovati motivi, e i bar e i ristoranti rimarranno chiusi. Una situazione che ha portato la giunta dell'Emilia-Romagna a decidere di rinviare al 25 gennaio il ritorno alle lezioni in presenza al 50% nelle scuole superiori. Una scelta dettata dall'aumento dei contagi e da «uno scenario che evolve in negativo», spiega la Regione. Fino al 24 gennaio, quindi, rimarranno aperte, in presenza, materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza.

Nelle ultime 24 ore, infatti, i nuovi casi di positività sono 2.026, registrati a fronte di 15.348 tamponi eseguiti. Dei contagiati, 775 risultano asintomatici. Ci sono stati anche 80 nuovi decessi: la vittima più giovane un 20enne in provincia di Bologna era ricoverato all'ospedale di Bentivoglio con gravi patologie pregresse. I casi attivi sono 56.848 (35 in meno rispetto a ieri). Salgono però i pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 245 (5 in più rispetto a ieri), 2.691 quelli negli altri reparti Covid (-10). Intanto prosegue la campagna vaccinale che riguarda, in questa prima fase, personale sociosanitario e ospiti delle case di riposo.

Alle 18 erano stati fatti oltre 8mila vaccini, che portano il totale a quota 50mila, delle 180mila persone coinvolte in questa prima fase. «La vera sfida sarà da marzo», ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, quando si comincerà a vaccinare su scala più larga, includendo nella platea anche altre categorie. Secondo Bonaccini è necessario coinvolgere i medici di base e inserire fra le priorità il personale scolastico.

«Si è detto che a fine anno si avrà l'immunità di gregge - ha detto Bonaccini - ma io penso che si possa avere parecchi mesi prima e noi come Emilia-Romagna vogliamo essere pronti a raddoppiare o triplicare il numero di dosi somministrate. Ho detto ai direttori delle Asl di tenerci pronti anche per aperture notturne, se serve». Fra i contagiati c'è anche Giuseppe Bozzini, 81 anni, ex alpino della provincia di Piacenza, le cui immagini dello scorso novembre quando suonava una serenata con la fisarmonica alla moglie sotto le finestre dell'ospedale divennero uno dei simboli mondiali della pandemia, finendo anche sui media americani. Le sue condizioni sono al momento buone, l'uomo è ricoverato al centro Covid di Cortemaggiore. I figli gli hanno fatto avere la

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