L’acqua del Secchia sbriciola il parcheggio Danno da 80mila euro
Saverio Cioce
CAMPOGALLIANO. Le conseguenze si sono viste solo quando l’acqua si è ritirata e del parcheggio a fianco dei laghi di Campogalliano sono apparsi i resti dell’asfalto, finito in pezzi. Che sia stata un’infiltrazione dalla falda, come dice qualcuno, o l’effetto del riflusso dell’alluvione che ha trasformato la zona a ridosso dei laghetti in un’unica distesa d’acqua, resta il fatto che i quasi 200 posti auto a disposizione dei gitanti per la bella stagione non ci sono più. Solo il parcheggio a ridosso della riva, anche se coperto di fanghiglia, è rimasto apparentemente intatto: quello gemello dall’altra parte della strada è fracassato, come se una mano gigantesca avesse trasformato tonnellate di asfalto e ghiaia in un cracker sbriciolato. I sassi più grandi estratti a suo tempo per fare il fondo del piazzale sono a cielo aperto. Pezzi più grandi da due a dieci metri sono spostati come carte da gioco sulle aiuole e la segnaletica con le strisce bianche sono una decorazione astratta sul nero del fondo. I dislivelli variano da 10 a 20 centimetri: impensabile anche solo pensare di permettere l’accesso alle auto, che d’inverno è comunque bloccato da blocchi di cemento.
«I danni? Ora dobbiamo fare i conti esatti ma una prima stima ci fa dire che serviranno almeno 80 mila euro per rifare l’asfaltatura» sospira il sindaco di Campogalliano, Paola Guerzoni. Anche lei come i suoi tecnici sono arrivati ai primi di dicembre sulla riva della grande esondazione del Secchia che ha trasformato l’acqua di falda del fiume in una fontana sotterranea. Inesauribile.
Ora bisognerà aspettare i prossimi giorni per capire come e quando arriveranno alla Protezione Civile i fondi per ricostruire il piazzale nord dei laghi Curiel. Di più: i due metri o quasi di neve che dall’Abetone e dal Cimone si sono accumulati sulle quote più alte dell’Appennino nell’ultimo periodo potrebbero sciogliersi di colpo se arrivasse un’altra lunga sciroccata, calda e umida, come avvenuto a dicembre.
Nel frattempo si proverà a capire perché di due parcheggi paralleli, con la stessa superficie e a distanza di così pochi metri, uno sia stato completamente distrutto dopo l’esondazione e l’altro sia invece rimasto intatto. Misteri geologici. —
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