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il progetto 

A Castelfranco si combatte la violenze delle parole

Alberto Poppi

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Alberto Poppi

Castelfranco. Con una delibera di Giunta, l’Amministrazione ha aderito al “Manifesto delle Parole Non Ostili”, dando seguito all’indicazione ricevuta dal Consiglio comunale che ha approvato all’unanimità una mozione discussa nello scorso luglio. Si tratta di un importante progetto sociale, ideato e realizzato dall’Associazione Parole Ostili di Trieste, tutto incentrato sui princìpi cardine della buona comunicazione, sensata e ragionata, finalizzato alla sensibilizzazione contro la violenza nelle parole. Una bella iniziativa che costituisce quindi un'occasione per ridefinire lo stile con cui si sta sul web e per responsabilizzare gli utenti a scegliere con cura le parole, partendo dal presupposto che soprattutto i social network, pur essendo luoghi virtuali, non sono un porto franco, ma il centro in cui si incontrano persone reali.

«Ormai quotidianamente, pressoché ovunque, si leggono sui social interventi, commenti che troppo spesso sfondano abbondantemente le barriere della decenza e del ridicolo fino ad arrivare a diffondere violenza e odio di varia natura - ha commentato l’assessore alla Comunicazione Leonardo Pastore - pertanto abbiamo deciso di aderire subito a questo Manifesto, per dare ancora una volta ulteriore slancio all’attenzione che poniamo sempre, senza soluzione di continuità, anche sul fronte della comunicazione. Da tempo abbiamo adottato delle policy precise e rigorose, in primis proprio per i social network: è sacrosanto che ogni persona possa esprimere sempre la propria opinione, l’ideale sarebbe senza decontestualizzazioni, ma questo non deve mai, mai, e ribadisco mai sfociare nell’insulto a chicchessia. La frenesia “imposta” dai social network, unita alla smania, legittima, di dire la propria, un po’ su tutto, genera continue polemiche e battibecchi che spesso sfociano in vere e proprie risse virtuali. Il nostro obiettivo è tornare, velocemente, almeno sui nostri canali istituzionali, a un punto di equilibrio, dove buonsenso, raziocinio e rispetto siano preponderanti, su tutto. Il nostro intento - ha concluso - è quindi quello di invitare tutti a prendersi un po’ di tempo in più per riflettere prima di intervenire o commentare, ricordando sempre che ciò che a noi sembra virtuale, è reale: dietro a un nome, a un profilo, a un ruolo, ci sono persone in carne e ossa, e le parole, se non calibrate, possono pesare come macigni, così come la responsabilità che ci assumiamo, anche penale e civile, quando diciamo la nostra pubblicamente nelle cosiddette piazze virtuali».

Il Manifesto è un impegno di responsabilità condivisa. Vuole favorire comportamenti rispettosi e civili e che la Rete sia un luogo accogliente e sicuro per tutti. È una carta che elenca dieci princìpi di stile, utili a migliorare il comportamento di chi naviga in rete. —

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