Sì Cobas: «Le lotte di oggi legate a quelle delle vittime»
«Tra i sei morti del 9 Gennaio e noi operai di oggi c’è un legame forte. Questo è il motivo per il quale abbiamo deciso di ricordare la Strage delle Fonderie. Ma lo abbiamo fatto a un orario diverso da quello istituzionale proprio per sottolineare il senso della nostra manifestazione». Parla Leyla, esponente del Si Cobas di Modena arrivata con alcune decine di suoi compagni sindacali alla manifestazione spontanea davanti al cippo, svoltasi ieri un’ora e mezza dopo quella ufficiale (che prevedeva tra l’altro la presenza dei tre sindacati Cgil Cisl e Uil). Leyla spiega le ragioni di questo legame: «I sei morti che ricordiamo oggi hanno dato la vita per fare emergere le loro lotte contro la repressione e per far valere i loro diritti di lavoratori. Noi dei Si Cobas vediamo un senso concreto nelle lotte che in quegli anni conducevano gli operai. Oggi viviamo simili lotte che hanno bisogni della stessa concretezza, come quelle a Italpizza e nelle fabbriche per chiedere sicurezza contro il Covid».
In un volantino diffuso dai Si Cobas si legge: «Da anni stiamo cercando di raccogliere l’eredità di quei lavoratori che venero falcidiati dalle mitragliatrici dei carabinieri posizionate sui tetti delle Fonderie. All’epoca le istituzioni in qualche modo si strinsero attorno ai sei operai morti, mentre oggi le istituzioni della città si schierano sempre a fianco dei profitti, con i padroni e contro le lotte operaie, in particolare quelle che si organizzano nel Si Cobas. È per questo che non partecipiamo alle commemorazioni istituzionali, perché riteniamo che la realtà mostri fin troppo bene quanto siano finzioni prive di contenuto».
«Noi - conclude il volantino Si Cobas - stiamo dalla parte di coloro che non girano il volto davanti ala repressione di oggi che in città vede oltre 400 lavoratori e solidali a processo». —
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