Gazzetta di Modena

Modena

Il fratello di Umberto “Tino” Lugli  

«Strage di Bologna, bene la condanna a Cavallini ma vogliamo i mandanti»

S.A.
«Strage di Bologna, bene la condanna a Cavallini ma vogliamo i mandanti»

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«Dopo 40, finalmente, qualche passo è stato fatto, ma il processo che attendo con trepidazione è quello che sta per iniziare. Intendo quello per individuare i mandanti: io mi sono costituito parte civile, anche se non so se riuscirò a vedere la fine».

Carlo Alberto Lugli è il fratello di Umberto, detto “Tino”, il quale perse la vita, in quel tremendo 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Tino aveva 38 anni quando partì in treno per le Tremiti insieme alla fidanzata di Concordia, Carla Gozzi, 36. Carlo Alberto accompagnò il fratello alla stazione a Bologna, dopodiché tornò subito a Carpi per recarsi al lavoro nel negozio di corso Alberto Pio. Erano le 10.30 quando radio e tv iniziarono a passare la notizia. Poco dopo Carlo Alberto partì per Bologna: allora non c’erano i telefonini e per avere notizie immediate occorreva recarsi sul posto. All’obitorio riconobbe Umberto, mentre la fidanzata morì nel tragitto in ambulanza.

Dopo le oltre 2mila pagine della motivazione della sentenza con cui i giudici della Corte di assise hanno definito quella di Bologna “una strage di Stato” e condannato all’ergastolo Gilberto Cavallini, Lugli rimarca, tuttavia, che è un altro il processo che gli sta più a cuore.

«Il processo verso i mandanti è quello che vorrei vedere concluso, coinvolge anche pezzi della parte deviata dello Stato – dichiara Carlo Alberto – Molti di quelli che dovrebbero andare a processo non ci sono più. Ciò non toglie che la speranza che si scopra la verità, noi famigliari delle vittime ce l’avremo per sempre. Per questo io e gli altri ci siamo costituiti parte civile».

«Certo, Cavallini si sapeva che era stato riconosciuto colpevole, questo si sapeva – conclude Carlo Alberto Lugli – Dopo 40 anni significa che qualche passo è stato fatto. Ma è possibile che si debba aspettare così tanto per avere qualche risposta su che cos’è che ha portato a quella strage che ha provocato la morte dei nostri cari?». —



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