«Per bollette energia e gas ecco rincari del 7,4% e 31%»
Mauro Zannini: «Dopo i cali delle tariffe dovuti al Covid sono in arrivo aumenti rispetto alla media dell’Unione Europea». «Intervenire sugli oneri di sistema»
Serena Arbizzi
«Depurare le bollette dagli oneri di sistema, ossia gli incentivi sulle rinnovabili, che incidono sul 21% della bolletta elettrica, depurando questi da alcune voci come i regimi tariffari speciali ferroviari, evitando che lo Stato lucri a danno delle tasche dei cittadini».
Lo chiede il Centro studi Ircaf (Istituto ricerche e consumo ambiente e formazione), dopo l’annuncio di Arera, l’Autorità di regolazione dell’energia, del prossimo aumento delle tariffe elettriche. per le quali si prospettano rincari del 7,4% rispetto all’Unione europea, e aumenti del 31% per il gas.
E tra i nuclei più penalizzati ci sono i single, che nel centro nord sono circa il 40%, con una presenza massiccia anche a Modena. «Questo perché dal 2014 è stata recepita una direttiva europea, attuata nel 2016, che prevede che il costo al kilowatt non sia più legato alla progressività, vale a dire al consumo – spiega Mauro Zanini, presidente di Ircaf – Negli anni Settanta, infatti, fu varata una tariffa progressiva. Negli ultimi anni tale tariffa è diventata piatta, ossia il costo al kilowatt è uguale, indipendentemente dal consumo. Questo ha determinato che le famiglie singole, con un solo componente quindi, paghino il 33% in più rispetto alla media europea, che secondo questi calcoli era composta da 27 Paesi, ora divenuti 26. Le famiglie di tre persone, invece, pagano il 7,4% in più. È penalizzato, quindi, chi consuma meno».
«I dati che annunciano gli incrementi sono stati diffusi da Arera, l’autorità di energia e ambiente – rimarca Zanini – Li stabilisce ogni tre mesi, sulla base dell’andamento del mercato all’ingrosso dell’acquisto dell’energia che compie l’acquirente unico, una specie di grande gruppo d’acquisto statale. Viene stabilita la tariffa perle famiglie sul mercato tutelato. Per le altre famiglie che hanno scelto altre società sul mercato libero, dipende dalle condizioni sottoscritte, invece».
Per quanto riguarda il gas, dal confronto europeo, le utenze domestiche italiane perla famiglia tipo «dopo la Svezia, Olanda e la Spagna, pagano il costo al metro cubo fra i più elevati, pari al 31% rispetto alla media dell’Unione Europea per i consumi promiscui, pari a una differenza di 21 centesimi in più al metro cubo – sottolinea il presidente del Centro studi Ircaf – Noi proponiamo alcune soluzioni, in particolare l’intervento sugli oneri di sistema, depurandoli da alcune voci come le agevolazioni alle imprese energivore, cioè che consumano molta energia, o come i regimi tariffari speciali ferroviari».
Inoltre la manovra di Bilancio 2020 ha reso obbligatoria l’erogazione del bonus energia, gas e acqua alle famiglie povere: soltanto il 33% presenta domanda. Secondo l’Inps sono 2,6 milioni gli aventi diritto.
«Sollecitiamo, poi, il Ministero dell’Ambiente e Arera – conclude Zanini – ad applicare il bonus Tari per le famiglie meno abbienti, ora applicato come acconto e anticipo come scelta volontaria da pochissimi Comuni in Italia». —
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