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novi. A SANT’ANTONIO IN MERCADELLO sopralluogo sull’amianto 

Capannone in disuso distrutto dalle fiamme Qualcuno l’ha incendiato

F.D.
Capannone in disuso distrutto dalle fiamme Qualcuno l’ha incendiato

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novi. Sono servite otto squadre dei vigili del fuoco di Carpi, Modena, San Felice e i volontari di Finale per spegnere le fiamme che hanno comunque devastato nella notte un capannone in via Giulio Bisi, a Sant’Antonio in Mercadello. E ora bisognerà capire le cause del devastante rogo, che ha tenuto impegnati i soccorsi per quasi 14 ore consecutive. Il sospetto è che nel magazzino abbandonato avessero trovato rifugio alcuni senzatetto che vi avevano costruito giacigli di fortuna, ma l’ipotesi investigativa resterà tale fino a quando i carabinieri della Compagnia di Carpi non avranno il report definitivo dei tecnici dei vigili del fuoco.

Al momento si può partire da alcune certezze: dopo il terremoto l’imponente costruzione di via Bisi, che ai tempi ospitò attività un’attività biomedicale, è stata lasciata in disuso. Non vi è infatti nessun atto funzionale all’eventuale ristrutturazione né tantomeno sono stati realizzati lavori di messa in sicurezza. Il sito non è quindi più utilizzato da tempo e agli atti, in Comune, non risultano progetti di rilancio per un capannone che si affaccia sulla compagna in una strada chiusa. Si è inoltre cercato di contattare la proprietà per capire più specificatamente la situazione. Di certo non è attivo alcun contratto di fornitura di energia elettrica, aspetto che fa subito decadere il sospetto di un cortocircuito accidentale.

L’allarme alla centrale dei vigili del fuoco è partito poco dopo le 22 di domenica sera. All’interno della struttura, infatti, erano ammassati parecchi residui plastici e masserizie varie che hanno agevolato il propagarsi del rogo, forse covato da tempo e poi divampato con il passare delle ore. Il fuoco ha intaccato in modo irrimediabile il tetto che nel corso della notte è collassato. Soltanto con le prime luci dell’alba l’intervento di spegnimento e messa in sicurezza si è di fatto concluso ma le operazioni sono terminate dopo le 13.

Ora inizieranno gli accertamenti per delimitare il perimetro dell’accaduto e le cause dell’innesco. Mancando l’elettricità non si può parlare di corto circuito, e allora l’ipotesi che qualcuno dall’interno abbia tentato di accendere un fuoco, magari per scaldarsi - domenica la temperatura è sempre stata piuttosto rigida - diventa una strada non così campata per aria anche se i residenti smentiscono la presenza di soggetti alla ricerca di un giaciglio notturno. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Arpae per fare un’analisi sul tetto probabilmente coperto di amianto. Tutta la struttura è stata invece giudicata inagibile e servirà una perizia statica per decretarne la sicurezza. —

F.D.

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