«Investire sulla salute: lampade germicide negli edifici comunali»
I gruppi consiliari della Lega proporranno nelle assemblee dei Comuni e delle Unioni un ordine del giorno «per valorizzare l’anzianità di residenza e ogni altro parametro utile a permettere l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica alle famiglie italiane in grave difficoltà economica e agli anziani che da troppo tempo sono in lista d’attesa».
Ad annunciarlo, con un’iniziativa simile a quella messa in pratica a Ferrara, è Davide Romani, referente provinciale del Carroccio: «È una questione di buonsenso e di equità - spiega - laddove questi criteri sono stati introdotti, in particolare a Ferrara, guidata dal sindaco Alan Fabbri, è stato possibile ottenere un esito di giustizia per tutti i cittadini. L’esperienza ha fattivamente dimostrato che rivedere i parametri garantisce una risposta concreta ed equanime a tutte le categorie, evitando paradossalmente una discriminazione verso le famiglie italiane, che purtroppo sono colpite in gran numero dall’attuale crisi e che non devono essere penalizzate perché non provengono da un altro Paese».
Secondo il referente leghista, insomma, «si può e si deve cancellare questa disuguaglianza, proprio attraverso parametri che finalmente non lascino più indietro chi fino ad oggi è stato penalizzato nelle assegnazioni di case popolari: nuclei che nelle nostre comunità hanno da sempre vissuto, pagato le tasse e contribuito alla crescita e che si trovano ora in situazioni difficili, ma anche gli anziani soli, le famiglie con persone con disabilità, famiglie monogenitoriali, padri separati». Secondo le proposte che porterà avanti il Carroccio, dunque, «tra i nuovi criteri di valorizzazione, quello della residenzialità storica attribuisce un punteggio agli anni di residenza in un determinato Comune - chiude Romani - valendo, beninteso, a prescindere dalla nazionalità di provenienza». —
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