Bper, nel nuovo Cda saranno valorizzate Unipol e Fondazione Banco Sardegna
Hanno circa il 30% del capitale e potrebbero proporre liste con candidati forti. L’Ad Vandelli verso la conferma
Stefano Turcato
Bper Banca ha convocato venerdì 29 gennaio l’assemblea straordinaria dei soci per deliberare sulla proposta di riforma dello statuto, che riguarda soprattutto le nuove modalità di nomina del Consiglio di amministrazione. Tra le novità è prevista «l’eliminazione della facoltà del Consiglio di amministrazione uscente di presentare una lista di candidati per l'elezione dell'organo amministrativo». Le modifiche, autorizzate dalla Banca Centrale Europea, servono per allineare le regole di composizione del Consiglio dopo la trasformazione della banca in società per azioni. Ulteriori variazioni di minore rilievo riguardano l'eliminazione della figura del presidente onorario e la riduzione del collegio sindacale, che passa dall’attuale numero di 5 sindaci effettivi a 3.
Il Cda continuerà a essere composto da 15 membri ma il Consiglio uscente non avrà più la facoltà di presentare una lista di candidati. Il giorno 29 sarà presumibilmente approvato un sistema di natura proporzionale fondato sul metodo dei “quozienti”, con l'obiettivo di dare «adeguata rappresentanza alle varie componenti della compagine sociale, incoraggiando la partecipazione delle minoranze azionarie e senza contemplare limiti al numero massimo di consiglieri eleggibili da ciascuna lista».
Il Cda di Bper è in scadenza perché il suo mandato triennale scadrà in occasione dell’assemblea annuale che si terrà in primavera. Diventa a questo punto interessante valutare cosa potrà cambiare sulla base delle nuove norme che verranno approvate fra un paio di settimane. Va anche ricordato che i consiglieri uscenti potranno comunque rientrare nel Cda se eletti. È prevedibile che le nuove regole potranno valorizzare in misura significativa il ruolo dei maggiori azionisti di riferimento: nel capitale di Bper sono Unipol, che detiene il 18,9%, e Fondazione Banco di Sardegna, che detiene il 10,2%. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che Unipol e Fondazione sarda possano presentare un’unica lista e, secondo calcoli da verificare, arrivare a monopolizzare il nuovo Cda con un grande numero di consiglieri. Previsioni forse premature ma è certo che dalle nuove norme potranno risultare notevolmente valorizzati questi azionisti di maggioranza, che assieme controllano circa il 30 per cento del capitale. Nessun dubbio sul fatto che nel nuovo Consiglio di amministrazione tanto Unipol quando Fondazione Banco di Sardegna avranno una rappresentanza importante. L’ente di Cagliari potrebbe stringere un accordo parasociale con le altre Fondazioni che sono presenti nel capitale della banca.
Ed è prevedibile che possa scendere in campo anche Assogestioni con la presentazione di una lista. Una volta formato il nuovo Cda, con la valorizzazione del ruolo di Unipol e della Fondazione sarda, andrà analizzata la posizione dell’amministratore delegato Alessandro Vandelli, la cui posizione appare in ogni caso solida dopo la lunga serie di operazioni che sono state realizzate nel corso del mandato che va a concludersi. —
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