«Tanti improvvisati provano sci alpinismo e rischiano grosso»
«Il problema è che molta gente affronta la montagna spensierata, cone fosse una passeggiata. Senza attrezzature adeguate. Senza conoscere quanto è alto il rischio valanghe. L’ideale per le tragedie. Al ritorno dalle due salite sulla vetta del Cimone non so quante persone ho visto cercare di andare in quota sui sentieri tracciati tra la neve con le ciaspole o con sci da alpinismo noleggiati. Impressionante. E preoccupante con tutta questa neve. In montagna non si scherza. Chi si avventure in freeride o in escursioni deve essere attrezzato. Il rischio di tragedie è dietro l’angolo». Scuote la testa Marco Sampaoli. Preoccupato per quello che potrebbe accadere in giorni da bollino “giallo” per le restrizioni da Covid, che possono dare il via alla voglia di neve e di montagna come mai era accaduto in questi ultimi inverni.
Dello stesso avviso è Luciano Magnani, presidente del Consorzio del Cimone e anche presidente onorario nazionale e regionale dei maestri di sci, pure lui rimasto impressionato dal boom di presenze della scorsa settimana a Passo del Lupo e nell’area del Lago della Ninfa e di tutte le altre stazioni invernali del nostro Appennino: «Con gli impianti e le piste chiuse la gente si riversa a noleggiare ciaspole o sci d’alpinismo. E se questo è un bene è però anche pericoloso se si affronta la montagna senza essere in sicurezza. La raccomandazione è sempre la stessa: prudenza massima». — GLP
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