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l’operazione 

Bande della via Emilia, arriva lo scacco matto e Muzzarelli applaude

Bande della via Emilia, arriva lo scacco matto e Muzzarelli applaude

Il sindaco sull’operazione e gli arresti della polizia con i vigili «Gli stupefacenti rimangono un problema da affrontare»

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«Un plauso speciale alle Forze dell’ordine per la maxi operazione che ha permesso di infliggere un duro colpo al traffico di stupefacenti lungo tutta la via Emilia».

Lo ha espresso il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli a nome suo e dell’intera città, nei confronti della Polizia di Stato per la brillante operazione, che ha coinvolto un centinaio di agenti di diverse Questure, terzo atto di una lunga indagine finalizzata a smantellare bande criminali albanesi e marocchine attive nel traffico di stupefacenti. L’ultimo atto, denominato Trexit, ha direttamente coinvolto Modena e ha visto anche la Polizia locale collaborare con gli agenti della Squadra mobile.

«Quello del consumo di stupefacenti – ha sottolineato il sindaco – è un problema che sentiamo particolarmente perché coinvolge soprattutto le fasce più giovani della popolazione. Un problema che va contrastato con una seria attività educativa di prevenzione rivolta a giovani, famiglie e agenzie educative, insieme e una capillare attività di controllo del territorio a cui non deve mancare il sostegno di un’intensa e proficua attività di intelligence estesa e coordinata tra tutte le forze dell’ordine impegnate sul territorio, a cui non possiamo che essere grati».

L’operazione ha consentito di smantellare tre organizzazioni distinte: una composta da marocchini e due da albanesi, operanti soprattutto tra Modena e Reggio. I marocchini, con base logistica nel Modenese, erano il livello intermedio: gli acquirenti. I due gruppi di fornitori albanesi importvano dall’Olanda e dall’Albania, servendosi di una moltitudine di corrieri abituati a percorrere lunghi viaggi su auto con doppi fondi segreti. L’operazione, durata tre anni, è stata coordinata dalla Dda di Bologna e dalla Procura di Reggio.

Come emerge dal fascicolo della Dda, tra coloro che ricoprivano ruoli apicali, cioè fra gli accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, c’è un albanese di 29 anni, detenuto a Modena, insieme ad altri sei soggetti. Il 29enne, considerato promotore dell’organizzazione criminale albanese, è stato filmat come colui che consegna panetti di chili di cocaina a un magrebino nell’abitazione, deposito di droga, vicino al casello di Modena nord. Stamattina, comparirà in tribunale a Modena per l’interrogatorio di garanzia: rischia 20 anni di detenzione. —

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