Hera, nel piano al 2024 crescita e investimenti per 3,2 miliardi
Nei prossimi anni previsti interventi a Spilamberto, Sassuolo e Savignano L’Ad Venier: «Progetti dedicati alla circolarità e all’innovazione tecnologica»
Stefano Turcato
Una redditività in crescita e investimenti complessivi per 3,2 miliardi di euro. Sono alcuni fra gli elementi più significativi del Piano industriale dell’azienda multiservizi Hera, fortemente presente e con una sede anche sul territorio modenese.
Il Piano 2021-2024 è stato approvato dal Cda ed è ispirato da una strategia che si fonda su tre dimensioni: ambientale, socio-economica, innovazione.
«Il nuovo Piano – dice l’azienda – rafforza ulteriormente l'attenzione del gruppo alla generazione di valore per i propri azionisti, che possono contare su ritorni sui capitali investiti nettamente superiori al costo medio ponderato dei capitali stessi e su una politica dei dividendi solida e trasparente, il cui pagamento è stato pienamente confermato nel 2020, nonostante il periodo di difficoltà del Paese. Il ritmo di crescita dei dividendi al 2024 sarà in linea con quello previsto nel precedente piano, con un incremento di 0,5 centesimi per azione ogni anno. Il dividendo di competenza del 2020, previsto a 10,5 centesimi per azione, aumenterà fino a raggiungere i 12,5 centesimi del 2024 (+25% sull'ultimo dividendo pagato)».
Hera ha previsto investimenti in crescita, per circa 3,2 miliardi di euro, in media di 640 milioni all'anno: un volume significativamente superiore (circa +40%) rispetto alla media dell'ultimo quinquennio. Sono previsti in aumento gli impieghi per lo sviluppo organico, per 2,9 miliardi, 400 milioni in più rispetto alla precedente pianificazione, con un impegno proporzionale alla presenza di Hera sul territorio e alle caratteristiche delle filiere.
Alle attività per possibili acquisizioni e alle gare per i servizi regolati verranno destinati circa 280 milioni. Qui, secondo la multiutility, le opportunità sono dettate «dal consolidamento di mercati ancora troppo frammentati, alle gare per il rinnovo dei servizi in concessione, fino all'ulteriore liberalizzazione della vendita di energia elettrica con la fine della maggior tutela».
Oltre il 40% della marginalità dal 2024 deriverà dalla filiera reti, che include i servizi di distribuzione elettrica e gas, il ciclo idrico e il teleriscaldamento: la redditività attesa al 2024 è di 532 milioni, in crescita sui 480 milioni del 2019, a fronte di investimenti per 2,1 miliardi. La marginalità del settore energia è stimata a 403 milioni mentre si prevede in crescita anche la redditività della filiera ambiente, in cui la società intende consolidare la leadership nazionale: passerà dai 264 milioni del 2019 ai 320 del 2024, con una previsione di investimenti per 694 milioni al 2024.
Per il territorio modenese da sottolineare che, nell’ambito del contrasto alle situazioni di scarsità idrica, verranno estesi al Ferrarese e al Ravennate i progetti di riuso delle acque depurate avviati a Bologna (Idar e altri depuratori minori) e in corso di definizione nel Modenese (sui depuratori di Sassuolo e Savignano): la loro realizzazione consentirà di raggiungere un potenziale di riuso della risorsa idrica di 17 milioni di metri cubi, salendo al 9 per cento del volume delle acque reflue riutilizzabili sul totale. In altro settore, a Spilamberto è prevista la realizzazione di una struttura per la trasformazione dei rifiuti organici in biometano.
«Hera da sempre – ha commentato l’Ad Stefano Venier – gestisce tutte le proprie attività con un approccio sostenibile e integrato nelle strategie di business. Con il nuovo Piano industriale possiamo promuovere un ulteriore sviluppo, con progetti dedicati alla circolarità, alla riduzione delle emissioni e all’innovazione tecnologica, in piena coerenza anche con le linee dettate dall’Autority e raccogliendo i frutti di quanto già fatto in passato, anche in termini di premialità per la qualità del servizio. E vogliamo anche rendicontare ai nostri interlocutori con la massima trasparenza». —
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