L’Avap dice addio all’ex presidente Renzo Compagnoni
FORMIGINE. Si è spento martedì Renzo Compagnoni, volontario da oltre dieci anni dell’Avap di Formigine e membro attivo della comunità. Viveva a Magreta, aveva 74 anni e, dal giorno in cui era entrato nell’associazione nel 2009, non aveva più smesso di dedicarsi con passione a quel compito: aiutare le persone più fragili. Nel 2013 aveva ricoperto, per un anno, anche la carica di presidente; segno di come, fin da subito, si fosse fatto amare dai suoi colleghi dell’Avap.
Di Renzo, quello che tutti nelle scorse ore hanno ricordato, è stato il suo carattere: «Era una persona solare, socievole ed estremamente disponibile», racconta Tiziana Vigolo, volontaria. «Era impossibile non volergli bene – aggiunge – perché era gentile sempre, in ogni occasione». Compagnoni ha ricoperto la carica di presidente proprio in occasione del 25esimo anniversario dell’Avap e, da lui, era nata l’idea di creare un libro che ripercorresse la storia della Pubblica. E poi la dedizione, costante, all’impegno che si era assunto entrando a far parte di quella grande famiglia. Compagnoni si occupava principalmente dei servizi sociali e interospedalieri che sono, di fatto, il fulcro delle attività dell’associazione. Come ricorda Luca Ruggeri, un altro volontario: «Nel fare ciò era estremamente delicato, sapeva che aveva a che fare con persone fragili». Una delicatezza che gli permetteva di farsi strada, pian piano, nei cuori dei pazienti anche perché, per esempio, il trasporto dei dializzati è un servizio che porta i volontari a entrare, di settimana in settimana, in contatto con le stesse persone, creando talvolta dei rapporti di amicizia e fiducia. «Ha fatto anche tanti turni insieme a mia madre, anche lei volontaria – prosegue Ruggeri – e anche lei mi ha sempre detto che, con Renzo, si è trovata bene tutte le volte». Era una persona buona Renzo: questo è quello che più emerge dalle testimonianze. E cercava sempre di essere diplomatico, di trovare un compromesso: se capitava che durante le riunioni si alzasse la voce, lui interveniva placando gli animi. «Era sempre disponibile al dialogo», continua Ruggeri. Un lato del suo carattere, questo, ricordato anche da Mirko Balestrazzi, tesoriere: «Aveva il potere il riuscire a rasserenare le persone nei momenti difficili. E poi il suo sorriso era contagioso». Luciano Neviani, il presidente dell’Avap, che Renzo l’ha conosciuto all’inizio del suo mandato, lo ricorda come «una persona garbata ed educata, che ha vissuto la Pubblica con intensità finché ha potuto». — S.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google