La dirigente Menabue: «Faremo di tutto per riaprire le scuole»
«Faremo di tutto per riportare i ragazzi a scuola in presenza».
È forse questa la frase simbolo che la professoressa Silvia Menabue, dirigente dell’Ufficio scolastico di Modena, pronuncia durante la riunione della commissione del Comune “Per ripartire dopo il Covid”. Oggetto della riunione la scuola e i trasporti, per questo relatore anche Andrea Burzacchini, amministratore unico dell’Agenzia per la mobilità di Modena (aMo).
«Noi eravamo pronti a ripartire il 7 gennaio e poi l’11 - ha detto Menabue - Questo grazie agli incontri che tutte le anime coinvolte avevano avuto sotto il coordinamento del prefetto Faloni, incontri da cui era stato stilato un protocollo condiviso».
Insomma la scuola e i trasporti erano pronti, con tutte le percentuali di presenza che si sono susseguite: 50 o 75 per cento. Quest’ultima ipotesi avrebbe previsto due scaglionamenti: lezioni dalle 8 e per una minoranza dalle 10. Così non sarà, almeno fino al 25 gennaio, anche se la sensazione è che ci vorrà ancora tempo per avere il via libera: «Non demonizzo la didattica a distanza - ha proseguito Menabue - però è chiaro che quando si potrà ripartire si dovrà recuperare il tempo perso. Non solo per quanto concerne l’apprendimento, ma anche per affrontare un grave problema come la dispersione scolastica che si sta aggravando».
Bruzacchini, invece, ha esposto ai consiglieri i numeri del trasporto pubblico: «Nel Modenese ci sono 36mila studenti, di questi 20mila vanno a scuola in un comune diverso. E di questi 15mila usano i mezzi pubblici. Aggiugendo 3mila “non studenti” che usano i bus è facile intuire come con il riempimento al 50% sia difficile far quadrare i conti se i posti disponibili sono 10.600. Per questo il prefetto aveva stilato il protocollo con gli ingressi in due scaglioni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
