Missione: salvare il ponte Lavori per deviare il Panaro
A Samone al via la prima parte di intervento da 60mila euro sul letto del fiume Nella seconda fase sarà ripristinata la struttura colpita dalla piena di dicembre
“Sono iniziati i lavori di deviazione del fiume Panaro nella zona del ponte Samone”. Ecco l’atteso annuncio arrivato dalla Provincia. L’obiettivo, fanno sapere da Modena, è ovviamente quello di “avviare le opere di ripristino della struttura lungo la strada provinciale 26, chiusa dallo scorso 6 dicembre per i danni a una pila, provocati dalla piena del Panaro”. Una infrastruttura, chiave per il territorio, che collega il comune di Guiglia a quello di Pavullo.
Le opere, finanziate con un contributo regionale di 60 mila euro, sono state affidate alla ditta Frantoio Fondovalle di Marano, che in questi giorni sta provvedendo alla realizzazione dei lavori necessari alla messa in sicurezza dell’alveo. Un primo intervento necessario per dare il via al resto dei lavori in programma per la fine del mese. Lavori che prevedono oltre al ripristino della pila crollata, anche la ricostruzione delle arcate danneggiate nei giorni successivi alla chiusura. Gli interventi sul ponte, per i quali saranno necessari oltre 750 mila euro, sono stati aggiudicati in questi giorni alla ditta Covema di Castelfranco e saranno della durata di quattro mesi. Il mirino, come detto, sarà puntato sul consolidamento della fondazione del ponte e la successiva ricostruzione della pila danneggiata dalla piena.
“In una seconda fase - spiega ancora la Provincia - si interverrà con una ulteriore manutenzione sulle altre quattro pile, dal costo di circa 700 mila euro, per il quale sono già state avviate le procedure per il finanziamento da parte della Protezione civile regionale”.
Il ponte di Samone, giusto per raccontare alcune questioni tecniche, è lungo oltre 100 metri con sei campate, è costruito in calcestruzzo con murature e rostri circolari in pietra lavorata. Per ripristinare la struttura si parla dunque di un investimento davvero molto importante che andrà a superare il milione e mezzo di euro. Una somma che per gran parte verrà messa sul piatto dalla Provincia di Modena, ma che vedrà anche il coinvolgimento della Regione.
In tutto questo periodo, da inizio dicembre ad oggi, la situazione di ponte Samone è stata continuamente tenuta sotto controllo dai tecnici della Provincia. Soprattutto in quei giorni in cui il fiume Panaro è tornato ad avere una piena importante. Da qui l’intenzione di intervenire in fretta per sistemare l’infrastruttura che è sfruttata e parecchio da chi vive nella zona e pure dalle aziende. Il tutto finalizzato ad evitare nuovi cedimenti che, inevitabilmente, sarebbero andati a modificare nuovamente i programmi per il ripristino e l’apertura al traffico del ponte tra Pavullo e Guiglia.
L’infrastruttura sul fiume Panaro, come detto chiave per il traffico dell’intero territorio pedemontano, fu realizzata dalla Provincia nel 1947 sulle pile del ponte ottocentesco, distrutto durante le guerra, ed entrato in servizio solo agli inizi del secolo scorso, quando venne finalmente aperta la strada Gainazzo-Ponte di Samone-Castagneto di Pavullo, diventata provinciale nel 1960. La storia di oggi, invece, parla di un ponte danneggiato e dei lavori di ripristino che sono appena iniziati. Gli stessi lavori che nel giro di pochissimo tempo entreranno nel vivo per poi durare per alcuni mesi. Nel frattempo, come facile intuire, ponte Samone rimarrà chiuso al traffico. —
E.P.
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