Bocciato il piano anti-odori «Risultati insoddisfacenti»
Le soluzioni di Far Pro considerate inadeguate da Arpae e criticate dal Comune Zanoli, Piccinini e Soli: «Fallimento totale della strategia del sindaco Zuffi»
SAN CESARIO. Il naso elettronico ha sentenziato che le emissioni odorigine della Far Pro creano disagi, ma la stessa ditta ha dovuto prendere atto che le soluzioni adottate per abbattere i miasmi che - soprattutto in estate - invadono San Cesario non “possono considerarsi positive” come sancito da Arpae. E così, a distanza di quasi due anni dall’inizio della sperimentazione la situazione torna in fase di stallo. Anzi, Far Pro ha presentato un nuovo piano di miglioramento di cui si dovrà discutere in una riunione convocata per oggi a cui parteciperanno Arpae, Ausl e i Comuni di San Cesario e Spilamberto.
«La sperimentazione condotta dalla ditta – scrive l’assessore Fabrizio Pancaldi in risposta ad un’interrogazione in Consiglio – può ritenersi conclusa con risultati non soddisfacenti, in quanto non risolutivi né mitigativi in modo significativo della problematica associata alle emissioni odorigene; l’azienda dovrà quindi individuare e proporre ulteriori interventi da realizzare».
Tra le mosse che Far Pro ha proposto c’è l’installazione di un’ulteriore pompa di ricircolo dell’acqua e lavaggio dell’aria e l’innalzamento della soluzione di lavaggio, passando da pH 2,5 a 6,5. E tornerà all’opera anche il naso elettronico.
«Prendiamo atto del fallimento totale dell’azione politica di Regione e Comuni sul fronte delle criticità ambientali della ditta Far Pro – commentano Mirco Zanoli (“Rinascita Locale”), Sabina Piccinini e Ivano Soli (“Nuovo San Cesario”) – Lo stallo è totale: nessuna efficacia dai provvedimenti per risolvere il problema degli “odoracci”, assai infelice definizione del sindaco Zuffi, via libera allo scarico in Panaro nonostante i noti ristagni, silenzio totale sugli impianti di riciclo a fronte del mostruoso prelievo di 600 milioni di litri annui di preziosa acqua di falda. Ci passano davanti agli occhi le immagini della petizione da oltre 700 firme del 2017, della gente esasperata accorsa ai diversi flash mob tenutisi negli anni, l’ultimo, partecipatissimo, nell’estate 2020, per dire basta alle puzze e ad uno scarico in fiume che nessuno ha il coraggio di far chiudere. Ci risuonano nelle orecchie i “solenni” impegni assunti dal sindaco Zuffi nel Consiglio aperto del 4 novembre 2019, quando si impegnò “all’abbattimento totale delle emissioni odorigene”. Come in un assurdo e beffardo gioco dell’oca, ancora una volta siamo al punto di partenza. Il naso elettronico, anni di sperimentazioni sui camini della ditta per capire la provenienza dei miasmi, tutto questo non ha prodotto nulla, anzi, il 2020 ha addirittura portato ai sancesaresi una primavera e un’estate tra le più terribili degli ultimi anni, anche a detta della stessa Arpae, dopo le decine e decine di segnalazioni pervenute a causa dei terrificanti fetori». —
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