La sopravvivenza della piscina coinvolge più paesi
Incontro a Vignola tra Comune e Olimpia Righi: «Aiuteremo, è patrimonio di tutti»
vignola. Si è tenuto martedì mattina l’incontro tra amministrazione comunale e dirigenza dell’Olimpia Vignola per individuare una linea comune per la gestione della piscina, rimasta chiusa da marzo a giugno. E di nuovo da ottobre a data da destinarsi.
Olimpia, società amministratrice dal 1975, aveva già fatto sapere che il perpetuarsi delle chiusure avrebbe inesorabilmente compromesso la sua capacità economica di mantenere in salute l’impianto. «Tutti crediamo che l’obiettivo ultimo sia quello di rispettare al meglio il rapporto stipulato fra amministrazione e Olimpia per la gestione del nostro patrimonio – afferma l’assessore allo Sport, Luca Righi – Pertanto, a dicembre, abbiamo impegnato 17mila euro per liquidare la società rispetto alle spese straordinarie sostenute per gli adeguamenti anti-covid».
L’impianto vignolese comprende cinque vasche totali, due interne e tre esterne, oltre alla palestra e alla sala bar. «Nell’ultimo incontro abbiamo chiesto a Olimpia di fornirci una misura delle spese da loro effettuate, le cosiddette spese incomprimibili, per far fronte alla gestione dell’impianto nei mesi di chiusura forzata – prosegue Righi – si tratta di spese necessarie che permetteranno, non appena la crisi sanitaria sarà terminata, di poter riaprire il più velocemente possibile. Vogliamo garantire che esso sia mantenuto in salute, per assicurare la sua operatività immediata».
L’amministrazione fa sapere che al momento sono al vaglio dell’ufficio tecnico differenti ipotesi di azione. Ma la buona notizia c’è: «Crediamo che l’interesse per la nostra piscina non sia una questione esclusivamente vignolese. Per questo abbiamo chiesto un intervento straordinario anche ai Comuni vicini. E sembra che in questo senso ci sia un’apertura propositiva, che fa ben sperare», conclude Righi. —
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