Gazzetta di Modena

Modena

l’assessore bortolamasi 

«Non è sufficiente reprimere, dobbiamo soprattutto capirli»

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Andrea Bortolamasi, assessore alle Politiche giovanili ha risposto in Consiglio comunale a una interrogazione della consigliera Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) sulle baby gang.

«Al disagio giovanile non è sufficiente rispondere solo in chiave securitaria - ha detto Bortolamasi - e, anzi, rischia di portarci fuori strada, colpendo l’effetto ma non interrogandoci sulla causa con il rischio di spingere ai margini i più vulnerabili. Il nostro impegno è, invece, rispondere ai bisogni di questi ragazzi, aprendo un confronto per i giovani e con i giovani, e coinvolgendo le famiglie. Ferma restando la doverosa tutela del convivere civile e il contrasto a ogni illegalità, il nostro impegno è provare a rispondere alle nuove fragilità di ragazzi e ragazze: la pandemia ha contribuito a far esplodere una nuova questione giovanile figlia, anche, dell’inedita condizione che ha visto una generazione privata dei luoghi della formazione, didattica, sport, cultura, portando anche a Modena i fenomeni devianti che stanno interessando diverse città italiane».

Per questo si è dato vita al progetto di educativa di strada partito a ottobre e affidato alla coop Caleidos: dalla fine di ottobre a dicembre 2020, gli operatori hanno fatto 27 uscite di educativa territoriale, sia a piedi che col camper del Comune, portando a termine 1.300 contatti (alcuni dei quali ripetuti) e distribuendo circa 800 mascherine, utilizzate anche occasione per spiegare ai ragazzi le disposizioni in vigore. Il servizio sarà attivo fino al 30 ottobre 2021, per un totale previsto di 1.400 ore, ed è stato assegnato per un importo di 30 mila 400euro (finanziati dalla Regione). Un’ulteriore somma di 2.500 euro è stata spesa per le mascherine.

Il progetto di educativa di strada, come ha sottolineato l’assessore, è solo uno dei diversi interventi che il Comune ha attivato a favore degli adolescenti attraverso una rete articolata di servizi che coinvolgono più settori (Servizi sociali, Istruzione, Cultura, Sport e Politiche giovanili) e comprendono attività di formazione, informazione e prevenzione su temi come il bullismo, l’uso e l’abuso di sostanze, il gioco d’azzardo, oltre alla promozione di opportunità attraverso la rete Net garage, i centri di aggregazione giovanile, il Centro musica, lo sportello di orientamento. Con il progetto Comunità maiuscole, 60 ragazzi avranno, inoltre, l’occasione di effettuare un percorso di formazione e orientamento al lavoro.

«Il percorso intrapreso – ha aggiunto Bortolamasi – è, dunque, dare più trasversalità alle azioni partendo dai bisogni dei giovani e con l’obiettivo di dare pari opportunità, rispondere, in maniera attiva e proattiva a fenomeni di fragilità e marginalità e rafforzare gli elementi che per i giovani rendono attrattivo il nostro territorio». Uno sforzo che coinvolge diversi assessorati: «Il nostro intento è portare il tema anche al Tavolo per la crescita in modo da confrontarci con la città, le associazioni e i corpi intermedi, per creare un sistema di relazioni che ci deve rendere più pronti e incisivi verso un nuovo protagonismo giovanile, anche intercettando le risorse del Recovery Fund, per non far perdere il senso della socialità, intesa come relazione, responsabilità e costruzione comune». —

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