Sconti anticipati Negozi allo stremo
Bargi, G Square: «I nostri clienti da fuori non vengono» Pelletteria Cavazzuti: «Mazzata peggio della guerra»
Stefania Piscitello
Tanta la gente tra i banchi del mercato, poca, però, quella all’interno dei negozi.
Passeggiando su via Menotti, da dietro le vetrine, l’altra mattina era facile incontrare gli sguardi di commessi e titolari in attesa che entrasse qualcuno. E se i saldi non sono ancora ufficialmente partiti, gennaio è comunque già tempo di vendite promozionali: con sconti fino al 50 per cento gli esercenti cercano di incentivare gli acquisti e di risollevarsi da quello che è stato, come confermano tutti «un anno da dimenticare». Ma le difficoltà sono tante, anche perché, come racconta Andrea Bargi, giovane commesso di “G Square”: «Con le restrizioni si fa fatica. Noi abbiamo molti clienti che vengono da fuori comune. Ora arriva solo gente da Sassuolo. A volte qualcuno anche da fuori ci prova, ma è un rischio per loro».
Poi, per ora, la disponibilità economica delle famiglie rispetto agli anni passati si è ridotta: «Alcuni comprano, ma molti guardano e basta. Adesso abbiamo iniziato con le promozioni per provare a incentivare gli acquisti».
Anche dicembre è stato un mese difficile: «E le ditte fanno anche più fatica a mandare le merci. Nessuno compra di più di quello che dovrebbe, non si vuole rischiare trovarsi troppi vestiti in casa». In Piazza Garibaldi, c’è la pelletteria e valigeria di Stefano Cavazzuti, aperta da novant’anni. «Abbiamo superato indenni la Seconda Guerra Mondiale – commenta amareggiato Cavazzuti – ma questa mazzata è peggio». Anche Cavazzuti, in vetrina, ha esposto i cartelli che avvisano delle vendite promozionali: «Si fa per vendere qualcosina – dice – ma sono piccolezze, non abbastanza da poter tirare avanti. Il commercio sassolese, per due terzi lavora con gente che arriva da fuori Comune, da sempre. Tanti clienti da Montefiorino, Palagano, Polinago, gravitano su Sassuolo, mentre quelli di Sassuolo vanno verso Modena e Bologna». E poi, il problema, secondo Cavazzuti: «È che con tutte queste chiusure non si può andare da nessuna parte, perché le persone dovrebbero comprare un vestito o una borsa? Usano quello che hanno già». Un po’ meglio va da “Penelope”, che vende abbigliamento e calzature per bambini, dove ci sono sconti del 30, 40 e 50 per cento.
«Non ci possiamo lamentare – spiega Laura Ciarla, una commessa – certo si può sempre fare meglio. Lo scorso weekend, di sabato abbiamo lavorato benissimo, chi è entrato poi ha comprato. Nei giorni di mercato si lavora di più nelle prime ore del mattino». Anche da “Penelope”, in tempi normali, arrivano tanti clienti da fuori: «Soprattutto da Formigine e da Modena. Siamo fortunati perché molti di loro lavorano a Sassuolo quindi riescono a spostarsi comunque. Adesso proviamo con gli sconti».
Il 2020 è «un anno da dimenticare» secondo Andrea Battelli di “Andre Shoes”, su via Ciro Menotti, che ha aperto l’attività che vende calzature da donna da vent’anni: «Se non hai basi solide, in queste condizioni chiudi – dice – oppure vai avanti, ti accontenti e amen. Abbiamo le vendite promozionali, ma tra le limitazioni agli spostamenti e la chiusura dei locali non si vende tanto. Nel weekend è andata discretamente, ma è stata una goccia nel deserto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
