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furono approvate con la giunta pattuzzi 

Le grandi opere incompiute del Duemila Restano abbandonate e in stato di degrado

Gabriele Bassanetti
Le grandi opere incompiute del Duemila Restano abbandonate e in stato di degrado

Cimitero, via Circonvallazione 189, Casa Fantini e via San Pietro: oggi ci sono solo i resti dei cartelli con i vecchi progetti

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Gabriele Bassanetti

Cartelli cotti dal sole, sbriciolati dal freddo, sganciati dal supporto. Oppure prati incolti o recinti.

È quel che rimane di alcuni dei vecchi grandiosi progetti del Comune di Sassuolo, quelli messi in campo in un’altra era, prima della crisi economica del 2008. Sono ancora lì, cartelli, recinzioni, aree non utilizzate, a ricordare un passato molto diverso.

Davanti al cimitero monumentale di San Prospero, ormai quasi illeggibile perché annerito dal calore e deformato dalle intemperie dopo tredici anni, c’è un cartello che illustra il progetto di riqualificazione dell’area cimiteriale storica.

Ai tempi del sindaco Pattuzzi, qualche cornicione cominciò a staccarsi per le infiltrazioni e venne disposto un lavoro di risanamento. Si pensò pure a una valorizzazione del cimitero monumentale, una revisione degli spazi con la creazione di una sorta di giardino interno e un lungo e costoso lavoro di risanamento. Operazione lanciata poco prima del voto con un recital, con poesie dall’Antologia di Spoon River recitati da Giuseppe Cederna.

Poi arrivarono la crisi economica dei mutui subprime, la stagione della glaciazione per le aziende sassolesi, una nuova giunta e il crollo finanziario di Sgp.

Del cimitero non si parlò più, ma i cartelli rimasero e al momento non fanno onore alla memoria del monumento, che resterà così com’è ma almeno potrebbe essere liberato dello sfregio di quei tabelloni semidistrutti.

A Mezzavia c’è il famoso palazzo di via Circonvallazione 189. Ospitava centinaia di abitanti e famiglie prevalentemente di origine straniera, che venne prima fatto oggetto di un tentativo di valorizzazione, con l’inserimento di spazi culturali ma poi, quando ne venne bruciato, un buon terzo venne chiuso per sicurezza e pubblica igiene.

Anche qui Pattuzzi, che resse la città dal 2004 al 2009, aveva un progetto articolato.

Era previsto l’intervento dei privati con la creazione di una Stu (Società di trasformazione urbana) che avrebbe dovuto trasformare il palazzo in una serie di villette e un grande giardino pubblico. C’era un grande telo su cui si illustrava il piano per riqualificare il tutto: col tempo si è sganciato ed è abbandonato come il progetto, che si arenò di fronte alla sessantina circa di proprietari degli alloggi, da rintracciare, espropriare e risarcire.

Operazione milionaria, impossibile in tempi di crisi e tantomeno di Covid. E del resto dove l’operazione milionaria fu compiuta, poco più avanti, in via San Pietro, con 2 milioni di euro spesi per rilevare e abbattere un edificio fatiscente nel 2009, sempre con Pattuzzi, da allora non c’è che un piazzale metà asfalto e metà erba, solo recentemente recintato. Pare che qui, dove nel 2006 l’operazione fu compiuta con i caratteri dell’emergenza-urgenza, sarà realizzata la sede della polizia locale.

Anche questo era un progetto già fatto, a metà con la Croce Rossa Italiana, poi revisionato dalla giunta Caselli, poi sospeso e poi annullato per problemi economici. In questo caso per lungo tempo è rimasta pendente una penale con chi si era aggiudicato i lavori. Non va dimenticato poi il prato incolto di fronte alla scuola materna Peter Pan in via Lasagni (Quattroponti).

Doveva ospitare la nuova Casa Fantini, centro diurno e residenza per persone con disabilità fisiche e mentali. Progetto di quattro Comuni, con gara e assegnazione dei lavori. Poi le nuove leggi sull’accreditamento hanno reso necessari altri 700mila euro da stanziare e nell’epoca della crisi, nessuno li aveva. Il piano è stato revocato. Ora il futuro di Casa Fantini dovrebbe essere in una ex casa colonica in zona ex Goya. —

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