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CASTELFRANCO 

«Le slot machine? Tolte e sto meglio»

Elena Pelloni
«Le slot machine? Tolte e sto meglio»

Baristi incuriositi dai piani del Comune contro le macchinette «Aiutano a pagare l’affitto». «Ma quanta gente rovinata»

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Elena Pelloni

castelfranco. Si alza la posta per contrastare il gioco d’azzardo e il Comune apre un bando per sostenere le attività aderenti al marchio “Slot free-r”. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Regione che Castelfranco, assieme agli altri dell’Unione del Sorbara, intende potenziare con un ulteriore investimento di 18mila euro totali. I bar e le tabaccherie che hanno deciso di eliminare spontaneamente dai propri locali apparecchi slot o vlt, le meglio note “macchinette”, riceveranno forme di sostegno economico. Insomma, l’ennesimo Davide che sfida un gigante Golia, come quello del gioco d’azzardo?

«Non ho mai voluto le slot machine e mai le metterò nel mio locale – tuona Simona Galletti, gestore della Caffetteria Borghi mentre consegna caffè d’asporto sotto ai portici di Castelfranco – ho visto persone, anche amiche, rovinarsi la vita con quelle macchinette mangiasoldi. Non fanno altro che ingrassare lo Stato, mentre magari ci sono famiglie che finiscono sul lastrico e si sgretolano a colpa delle malattie che insorgono a causa di quei marchingegni maledetti. Mi viene il magone solo a pensarci».

E mentre Simona ha le idee molto chiare riguardo alle slot machine, è ancora in bilico Valentina Chiaramonte, del caffè Garibaldi. «Abbiamo una macchinetta, che al momento è spenta – spiega Valentina – sono venuti i proprietari a staccare la spina alla fine d’ottobre, quando sono uscite le nuove disposizioni governative in materia. Francamente non mi sono neanche accorta di non averla, dal momento che a malapena riusciamo a lavorare con il bar».

Le sale interne del Garibaldi, come di tutti gli altri bar, sono chiuse al pubblico ed è possibile consumare soltanto d’asporto. «Penserò se toglierle definitivamente ad aprile o quando sarà possibile tornare a una quasi normalità – aggiunge la barista del Garibaldi – non nego che rappresenti una piccola entrata in più. Ma se davvero il Comune mette a disposizione un incentivo vale la pena valutare l’offerta».

Dello stesso parere anche Salvatore Giorno, del Lucciola Bar. Qui sono sette le slot machine ad essere spente da ottobre. «Mi hanno sempre aiutano a pagare l’affitto del locale e le bollette – spiega Salvatore – se non vengono da me a giocare, nelle mie macchinette, vanno in altre sale gioco. Certo, ci sto pensando se ritirarle ma bisogna che l’incentivo del Comune sia consistente. Soprattutto in un momento come questo. In ogni caso, la gente si butta sempre di più sui Gratta e vinci ora che le slot sono spente. Confermo: devo mettere tutto sulla bilancia per decidere».

Tra i pionieri della lotta all’azzardo, a Castelfranco c’è il bar Corona di Cesare Orlando e Paola Pallotti. «Ho il bar da 19 anni e 12 anni fa ho tolto tutte le macchinette che avevo – racconta Cesare – aprivamo alle 4 del mattino e 5 minuti dopo c’era già gente che entrava, si accendeva la sua macchinetta e iniziava a giocare. Ho avuto da discutere con alcuni signori dopo che in una giornata avevano perso 1500 euro. Sì, quelle trappole sono fatte per vincere, non per regalare soldi. Quindi ho deciso di togliere tutto e di vietare le partite a carte dove si giocavano soldi. Volevo essere tranquillo perché spesso mia moglie era da sola in bar. Devo lavorare con il mio servizio, non con le macchinette». —

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