In provincia decessi dimezzati «Ma le distrazioni sono ancora tante»
L’anno scorso 25 persone hanno perso la vita in seguito a incidenti stradali Nel 2019 i morti modenesi erano stati 57, più del doppio
Se a livello comunale le chiusure imposte nel 2020 hanno portato il numero degli incidenti a calare del 29%, sulle strade provinciali i decessi sono più che dimezzati rispetto all’anno precedente. Numeri confermati dall’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia Romagna, che ha confrontato l’incidentalità dell’anno che si è appena chiuso con quella del 2019, soffermandosi in particolare sul numero dei decessi. Partendo dal livello regionale, nel 2020 sulle strade dell’Emilia Romagna sono morte 164 persone, mentre l’anno precedente il numero era stato più del doppio, ovvero 352 decessi. Un dimezzamento che si riflette anche sui dati modenesi, dal momento che i decessi per incidente stradale in provincia sono passati da 57 a 25. Nel dettaglio, le persone decedute sono 23 maschi e 2 femmine, mentre dal punto di vista delle categorie di utenti, 14 dei 25 decessi hanno riguardato automobilisti, mentre 2 erano autisti di mezzi pesanti, 5 erano motociclisti e 4 ciclisti. Nel 2019, invece, sulle strade provinciali erano morti 25 automobilisti, 5 autisti di mezzi pesanti, 8 motociclisti, 10 ciclisti e 9 pedoni, mentre complessivamente le vittime erano 44 maschi e 13 femmine.
A commentare i dati, e in particolare il dimezzamento dei decessi, è il presidente dell’Osservatorio Mauro Sorbi: «Il 2020 - spiega - è stato un anno caratterizzato dalla comparsa e persistenza della pandemia denominata “Covid-19”. I periodi di lockdown e delle restrizioni più o meno ampie hanno inciso su tutti gli aspetti sociali, flussi di traffico compresi. Gli effetti sul traffico stradale sono scaturiti da significative riduzioni degli spostamenti (dalle scuole chiuse o parzialmente aperte alla possibilità di lavorare in smart working) e da modifiche della propensione a utilizzare il trasporto pubblico». Il presidente dell’Osservatorio fa quindi notare che «le riduzioni di traffico sono state più significative nelle strade locali rispetto a quelle destinate alla grande circolazione, considerato che l’Emilia Romagna e Bologna sono zone centrali e di attraversamento per chi deve transitare verso nord da sud e viceversa. Queste premesse per spiegare che la riduzione dei decessi avvenuti a seguito di incidenti stradali in Emilia Romagna nel 2020, che complessivamente sono stati 164 rispetto ai 352 nel 2019, non è da imputare a comportamenti virtuosi, ma a condizioni straordinarie e irripetibili dovute alla presenza del virus Covid-19 e alle conseguenti azioni per limitarne la diffusione».
Per quanto riguarda i mesi primaverili, il presidente Sorbi fa notare che «nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è sceso al 32%, contro l’85% ante Covid-19, impattando pesantemente anche sulla lunghezza media degli spostamenti (40%). Le conseguenze sono un ridotto rischio di essere soggetto o oggetto di incidenti stradali, come attestano i dati. In sintesi - incalza il presidente dell’Osservatorio - emergono diminuzioni che nella regione Emilia Romagna toccano anche punte del 91,8% (90% in Italia) durante il mese di aprile. Mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato dell’80,3% a marzo e dell’85,8% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile in Italia)». Per quanto riguarda le cause degli incidenti, la distrazione è sempre in cima alla lista, incidendo per l’81% sui comportamenti che provocano i sinistri. «Si tratta di distrazioni manuali - chiude Sorbi - ovvero di tutte le azioni che non ci fanno tenere saldamente il volante con due mani, oppure di distrazioni visive, cioé tutte le azioni che ci fanno allontanare lo sguardo dalla strada, o anche di distrazioni cognitive, che ci fanno perdere la concentrazione alla guida». —
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