Auto e furgone bruciati a casa di un artigiano
Episodio choc all’alba di ieri in via Cimitero a Manzolino I mezzi erano fermi in cortile. Il sindaco: «Fare chiarezza»
Daniele Montanari
Castelfranco. Rogo all’alba di ieri a Castelfranco, con una dinamica che fa pensare a scenari inquietanti.
L’allarme è scattato a Manzolino alle 5.30, quando nel cortile privato della palazzina al civico 1 di via Cimitero si è levato un bagliore e poi in un attimo è divampato un incendio inarrestabile che ha completamente distrutto i due mezzi che vi erano parcheggiati: un furgoncino Opel Kombo e una Fiat Multipla, entrambi di proprietà di un artigiano 52enne del posto. Sono sopraggiunti in pochi minuti i vigili del fuoco di Modena, che si sono trovati di fronte a un violento rogo che aveva ormai coinvolto entrambi i mezzi sviluppando anche una quantità di fumo tale da richiedere l’utilizzo delle bombole d’ossigeno.
La prima preoccupazione ovviamente è stata che non ci fossero persone all’interno, né feriti o parzialmente intossicati nell’abitazione. Poi sono scattati gli accertamenti, che hanno confermato i sospetti insorti subito di fronte alla particolarità dell’evento: è pressoché impossibile l’eventualità di un incendio “spontaneo” legato a un cortocircuito su un mezzo rimasto parcheggiato tutta la notte fuori al freddo di metà gennaio.
I pompieri hanno avvisato i carabinieri di Castelfranco, e dall’esame dello scenario sono subito arrivate conferme all’ipotesi di un’intenzionalità dietro. Vicino ai mezzi è stata infatti rinvenuta una tanica di latta che con tutta probabilità conteneva benzina. A ulteriore conferma poi il ritrovamento anche di due bombole a gpl come quelle da campeggio. Per essere sicuri insomma, tra una e l’altra cosa, di riuscire nella distruzione completa e in contemporanea di furgone e auto, e così di lasciare appiedato l’artigiano. Erano infatti separati da alcuni metri, e difficilmente un incendio “naturale” si sarebbe potuto propagare così rapidamente dall’uno all’altra.
I carabinieri hanno quindi iniziato a indagare, sentendo il 52enne su eventuali sospetti o minacce subite. «Dai primi elementi emersi si profila un episodio grave che rimanda col pensiero ad altri mondi e a cupi scenari criminosi - osserva il sindaco Giovanni Gargano - spero di essere smentito e che magari ci siano dietro motivazioni banali. Sono comunque tranquillo perché ho massima fiducia nell’operato dei carabinieri, che mi auguro riescano a fare chiarezza nel più breve tempo possibile».
Chiunque ha agito lo ha fatto con oculatezza: oltre a garantirsi l’effetto con abbondante dose incendiaria, si è mosso dopo le 5 per non essere facilmente individuato in regime di coprifuoco. —
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