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Modena

Consumi a picco, -46,6% E in città calano i prezzi: seconda volta dal 1953

Daniele Montanari

Nell’annus horribilis 2020 indice di tendenza a -0,1% rispetto al +1,1% del 2019 Ma l’andamento varia molto a seconda dei mesi e delle categorie merceologiche

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Daniele Montanari

L’anno del Covid ha portato un drastico crollo dei consumi a Modena, dove nell’arco dei 12 mesi si è registrato un -46,6%. Il dato choc è frutto di una stima dell’Osservatorio permanente Confimprese-EY, che ha calcolato un peggioramento del 38,9% rispetto alla situazione del 2019. Si tratta comunque di una percentuale in linea con l’andamento nazionale, che pone la nostra città a metà classifica. Il settore in maggiore sofferenza, come prevedibile, è quello della ristorazione, a -46,8%, seguita dall’abbigliamento a -38,3%. Non food a -26,9%.

A conferma del trend difficile, lo sguardo da vicino sull’andamento dei prezzi, che in questo 2020 ha visto Modena in deflazione per la seconda volta dal 1953. Allora la causa fu il contesto di crisi legato in Italia all'espansione delle importazioni di capitali e alle restrizioni applicate sui nostri mercati d'esportazione. Adesso si paga la situazione critica molto più ampia legata alla pandemia, che in città sui 12 mesi ha portato a un tasso medio annuo del -0,1% nella rilevazione dei prezzi. Rispetto al +1,1% del 2019 è una perdita dell’1,2%. Il dato è del servizio Statistica del Comune, che effettua le rilevazioni secondo le disposizioni Istat. Il precedente negativo risale al 2015 (fu -0,2%), “colpa” allora del crollo del prezzo del greggio e di una dinamica congiunturale segnata da cali di prezzo diffusi su quasi tutte le tipologie di prodotti. Oggi il caso si ripete, ovviamente ancora legato a doppio filo al quadro del Paese: in Italia i dati appena diffusi dall’Istat parlano di un’inflazione media che nel 2020 è risultata del -0,2% rispetto al +0,6% del 2019. L’andamento modenese dunque non si discosta molto, ma evidenzia una dinamica molto particolare. Guardando i dati sotto la lente, si scopre infatti un andamento “pazzerello” nel fenomeno, con grandi oscillazioni dei valori sia tra una categoria merceologica e l’altra sia da un mese all’altro.

CHI SCENDE. Ce ne sono alcune che calano molto di più, a partire da tutto il settore delle comunicazioni che fa segnare un -5,3% in costante flessione tutto l’anno trascinato dal crollo dei prezzi di smartphone e accessori (-17,6% tra dicembre 2020 e dicembre 2019). Poi l’ambito che riguarda abitazioni, acqua ed energia a -2,3% per via del picco negativo dei combustibili a uso domestico: metano (-9,5%) e gasolio da riscaldamento (-12,6%). Poi i trasporti a -2,2%, anch’essi legati alla drastica riduzione del prezzo dei carburanti (-9%) ma anche alla congiuntura che ha fatto scendere in picchiata i biglietti d’aereo (-20,9%). E ancora il -0,6% sul mondo mobili e servizi per la casa, dovuto alle forti flessioni registrate dai tappeti (-4,7%) e dalle stoviglie (-3,2%).

CHI SALE. A contraltare, si evidenziano invece settori in cui i prezzi anche in un momento di crisi sono aumentati, a partire da uno degli ambiti che impattano di più sulle nostre tasche: gli alimentari. Nell’anno del Covid hanno fatto registrare aumenti in tutta Italia: il +1,4% modenese riflette esattamente il dato nazionale, con un andamento però da montagne russe nel corso dell’anno. A mesi di piena conferma della tendenza se ne sono infatti alternati altri con prezzi in sensibile diminuzione: emblematica in questo senso la situazione “a specchio” tra i mesi di giugno e luglio: a +1,7% il primo, a -1,7% il secondo. Film del tutto simile nell’ambito abbigliamento e calzature, che se si attesta su un +1,5% generale, presenta ad esempio un aprile a +1% e un maggio a -1,1%. Particolare il quadro su alcolici e tabacchi: in generale sono aumentati a +1,2%, ma il mondo dei vini, a cui è legata anche tanta produzione modenese, accusa un -1% del dicembre 2020 rispetto a quello 2019.

E la salute? Grazie al Servizio sanitario nazionale, nell’anno pandemico i costi a carico del singolo sono saliti solo del 1,2%. Non tanto per i farmaci (+0,9 da un dicembre all’altro) quanto per i prodotti medicali (+3,8%) e il dentista (+4,4%). —

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