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Sindaco: «Imu, 10 mila euro da pagare» Lui: «Vado in Commissione Tributaria»

Saverio Cioce

Pievepelago, braccio di ferro tra Comune e Pierfrancesco Tabacchi, residente in paese dal 2012 La Cassazione ribalta l’esenzione per le seconde case, se abitate da coniugi in diverse residenze 

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Saverio Cioce

PIEVEPELAGO. «Una catastrofe. Da un giorno all’altro mi sono sentito chiedere più di diecimila euro di Imu per la mia casa a Pieve dove vivo e lavoro come disegnatore. E in più mi trovo a dover pagare questa somma assurda con un’intimazione del Comune, come se fossi un evasore. Mia moglie lavora a Modena e vive nell’altro appartamento di mia proprietà durante la settimana, perché ovviamente non può fare la pendolare e su cui pago regolarmente l’Imu. Però a Pieve, da un mese, la casa dove vivo dal 2012 non mi viene riconosciuta come abitazione principale e quindi non è esonerata dal tributo. Il risultato? Mi chiedono di botto anche gli anni arretrati».

Lo sfogo di Pierfrancesco Tabacchi è accorato. A lui il Buon Natale è arrivato dircon il carbone come regalo, sotto forma di una raccomandata arrivata a ridosso delle festività. «L’Ufficio Tributi del Comune – spiega - mi ha intimato il pagamento dell’ imposta per gli anni 2015,2016,2017 e 2018».

Ma come si è arrivati a questo? Tutto nasce da due sentenze della Cassazione del 2020 in cui i giudici, rovesciando le ripetute decisioni del Ministero delle Finanze, decidono che l’Imu va pagata per le seconde abitazioni anche in caso di residenza effettiva di uno dei coniugi. I tributi locali sulla casa vanno perciò pagati a meno che non ci sia separazione legale tra marito e moglie. Dunque la sola residenza anagrafica non fa testo per evitare i pagamenti. Ed è su questo che in vari Comuni in provincia di Modena i sindaci sono scattati. «Noi siamo sposati e l’ imposta per il nostro Comune è comunque dovuta - lamenta Tabacchi - Se fossimo separati tutto regolare?»

Lui pochi giorni fa ha incontrato il sindaco Corrado Ferroni ma quest’ultimo è rimasto fermo sulle sue decisioni. Il guaio è che la sentenza della Cassazione si riferisce alle case di due coniugi in due luoghi diversi, ma entrambe dichiarate come abitazione principale dal marito e dalla moglie.

Del tutto diverso in caso di Tabacchi; da quando si è trasferito a Pieve paga l’Imu a Modena per la seconda casa. «Farò ricorso in Commissione Tributaria. Vedremo cosa decideranno» promette il diretto interessato. —

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