Dai volontari passo indietro sui presepi della discordia
L’esposizione con 30 opere del fiumalbino Ladurini è ancora desolatamente chiusa I realizzatori si chiamano fuori lasciando tutto alla parrocchia
Pievepelago. A un mese e mezzo dal completamento, l’esposizione di presepi di Pieve è ancora chiusa, rischiando di vanificare tutto il lavoro che c’è stato dietro. Per questo i volontari che l’hanno realizzata, finiti nei giorni scorsi al centro di una polemica politica, annunciano un clamoroso passo indietro rimettendone la gestione interamente alla parrocchia. L’iniziativa, lo si ricorderà, è stata realizzata nel sotterraneo della Chiesolina di Pieve con 30 capolavori dell’artista fiumalbino Claudio Ladurini, ed era stata documentata anche dalle telecamere Rai.
«A tutt’oggi nessuna notizia ci è pervenuta in merito alla possibile apertura dell'esposizione, che ha richiesto una notevole mole di lavoro nonché costi sostenuti personalmente dai noi» sottolineano i volontari, che hanno provveduto a saldare di tasca propria 2.000 euro di materiali ai fornitori. «Si tratta di un’opera realizzata col solo intento di dare a parrocchia, comune e territorio una nuova opportunità culturale e turistica, ma - osservano - l’iniziativa è stata impropriamente, e in modo subdolo, oggetto di etichettature politiche tali da sfociare nella discriminazione (incomprensibile e di basso livello) nei confronti del gruppo di lavoro».
Di qui i chiarimenti: «Teniamo a far sapere che tutti i volontari erano consapevoli fin dal primo minuto che stavano operando con il consenso della parrocchia di Pievepelago nell'allestimento. La dicitura “mostra” come da vocabolario significa “esposizione di” e non diversamente, come spesso in maniera impropria si è cercato di trasmettere. Vedi a tal proposito numerose rappresentazioni presepistiche tuttora aperte al pubblico in provincia e definite allo stesso modo. Quanto alla presentazione che era stata fatta, precisiamo che era stata impostata come “consegna” di quanto realizzato alla comunità territoriale, con il conseguente invito a tutti i sindaci locali (Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato) al maestro Ladurini, al parroco don Ferruccio e ai rappresentanti istituzionali del territorio. Non c’era intento di farne una “passerella di parte” come da alcuni impropriamente definita. C’è anche un video da cui non emerge alcun ricorso a terminologie politiche o accenni a un’opera non consentita dal Dpcm».
A fronte di tutto ciò, «non senza comprensibile dispiacere e rammarico», i volontari comunicano la scelta «di rinunciare ad ogni coinvolgimento diretto con quanto realizzato, nella speranza che ciò consenta di raggiungere una soluzione, con conseguente possibilità di apertura al pubblico. Facciamo un sofferto passo indietro certi che gli interessati (Comune e parrocchia, ndr) ora sapranno meglio confrontarsi per superare una situazione che penalizza solo la nostra comunità». —
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