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diretta dal prof. papi 

L’Endocrinologia Ausl punto di riferimento per i trattamenti laser

Paola Ducci
L’Endocrinologia Ausl punto di riferimento per i trattamenti laser

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Paola Ducci

L’unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Usl di Modena diventa uno tra i centri di riferimento nazionale grazie a un sistema innovativo di termoablazione laser dei noduli tiroidei benigni.

Una metodica mini-invasiva, alternativa all’intervento chirurgico e con evidenti vantaggi e benefici per il paziente. Responsabile del progetto è il professor Giampaolo Papi, direttore dell’Unità operativa di endocrinologia dell’ospedale di Carpi.

Prof Giampaolo Papi in quanto tempo siete riusciti a far decollare questo progetto?

«Il progetto è partito nel 2019, quando - in sintonia con la direzione generale dell’Azienda Usl di Modena - l’Associazione pazienti tiroidei, il presidente di RadioBruno Gianni Prandi e il dottor Attilio Bedocchi, hanno donato l’apparecchiatura laser all’unità operativa di Endocrinologia. Con tutta la mia équipe, che ringrazio per l’impegno e l’entusiasmo che hanno dedicato al progetto, sapevamo di introdurre una tecnologia altamente innovativa nel trattamento dei noduli tiroidei e ci siamo preparati al meglio per soddisfare le aspettative dei pazienti . Abbiamo fatto formazione e poi abbiamo iniziato le procedure a Carpi.

In cosa consiste la termoablazione laser dei noduli tiroidei?

«Si tratta di una procedura mini-invasiva che si avvale dell’energia erogata attraverso fibre laser. Le fibre vengono inserite all’interno del nodulo da trattare e il calore che si genera distrugge il tessuto, determinando la riduzione delle sue dimensioni».

A quale tipologia di pazienti si rivolge in particolare?

«Le indicazioni principali alla Termoablazione laser sono le seguenti: noduli tiroidei benigni di volume tale da determinare disturbi compressivi o problemi estetici, noduli tiroidei benigni in progressivo aumento dimensionale, noduli tiroidei benigni in pazienti che hanno controindicazioni all’intervento chirurgico o che non vogliono sottoporsi all’intervento chirurgico».

Quali sono i vantaggi che può avere un paziente che viene trattato in questo modo?

« I vantaggi sono tanti. Il paziente viene di fatto trattato per via ambulatoriale e quindi non viene ricoverato, non viene sottoposto ad anestesia. Alla fine della procedura, non resta nessuna cicatrice sul collo e, dal giorno successivo, il paziente può andare a lavorare e può svolgere attività fisica senza problemi».

E per il Servizio Sanitario Nazionale quali vantaggi comporta?

«C’è un significativo risparmio di spesa per le aziende sanitarie, perché le procedure di termoablazione costano molto meno rispetto all'intervento chirurgico. Inoltre, grazie a queste procedure si liberano risorse e spazi nelle sale operatorie, da dedicare alle altre tipologie di interventi».

Da settembre ad oggi 41 donne e 9 uomini di età compresa tra i 30 e gli 88 anni è stata trattata con questo sistema innovativo di termoablazione laser. Ci sono state complicanze?

«No. Non si è verificata nessuna complicanza. Anzi, già 15 elogi sono da parte dei pazienti trattati sono pervenuti all’URP». —

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