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Massi giganti e ruspe Così cambia il fiume

E.B.

Lavori sul Secchia: nuova briglia e una vasca di dissipazione Granzon: «Punto strategico, fine intervento per marzo» 

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Risanamento della briglia già presente a San Michele, costruzione di una nuova briglia poco più a valle e di una nuova vasca di dissipazione. L’obiettivo? Evitare che gli argini vengano “stressati” dalla forza del Secchia. Già da diverse settimane sono iniziati i lavori nel letto del fiume. La zona, come detto, è quella di San Michele e a raccontare le operazioni in corso è Daniele Granzon. La ditta specializzata in questi interventi è la “Granzon Antonio e figli”, che ha sede in Veneto e che dalle nostre parti è intervenuta durante la rotta del Panaro a Gaggio.

A spiegare quanto sta succedendo a Sassuolo è proprio Daniele che ci regala anche qualche “chicca” relativa al suo lavoro. Quelle curiosità che, tra l’altro, hanno già attirato l’attenzione di diversi sassolesi.

«Abbiamo ricevuto l’incarico dalla Regione Emilia-Romagna. Si tratta di un investimento della Protezione civile molto importante. Tre appalti dal valore complessivo di un milione e mezzo. Un progetto che è già partito e si è già consumato l’anno scorso. L’ultima fase è quella in cui ci stiamo adoperando in questi mesi e che durerà almeno fino a marzo. Andremo dunque a sistemare la briglia esistente, ne “confezioneremo” una nuova e in più daremo vita ad una vasca. Stiamo intervenendo in una zona del fiume dove l’acqua arriva davvero molto forte. Anche per questo certi tipi di interventi diventano necessari». Si diceva delle curiosità che riguardano al lavoro quotidiano della ditta arrivata da fuori regione. Eccole servite da Daniele Granzon che continua il suo “viaggio” nel Secchia: «Posso dire che lavoriamo nel letto con tre mezzi, siamo praticamente immersi nell’acqua. A dire il vero, per noi che siamo del mestiere, questa situazione è assolutamente normale. Capisco, comunque, che possa attirare l’attenzione e sicuramente capisco che possa fare un certo effetto. Un macchinario del genere proprio dentro ad un fiume non è cosa da tutti i giorni». Altra curiosità riguarda i massi che gli operatori stanno scaricando nel fiume. Massi ciclopici, gli stessi arrivati a Gaggio a inizio dicembre per chiudere la falla dell’argine: «Esattamente - conferma Granzon - anche in questo caso stiamo utilizzando i massi. Difficile dare una misura precisa, da dire che nel rimorchio di un camion ce ne stanno solamente due alla volta. Molto facile, quindi, capire quanto siano grandi. Ne abbiamo portati a Sassuolo diversi e adesso li stiamo utilizzando per il nostro lavoro che ormai è entrato nel vivo e che durerà ancora un po’ di tempo. Finiremo a marzo un’operazione a cui abbiamo dato il via lo scorso novembre. Insomma, si tratta di un intervento rilevante. Un intervento che, come detto, va ad interessare una zona particolare del fiume. Lo dico anche per esperienza. In quell’area, infatti, il Secchia arriva con una discreta forza e per questo era necessario mettere in pratica questo tipo di accorgimenti».

Granzon, quindi, fa un passo indietro: «Tra l’altro avevamo lavorato sulla briglia già esistente anche nei giorni precedenti alla piena di dicembre.» —

E.B.

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