«Quel video non ha diffamato i poliziotti»
Secondo il pm non ci sono elementi che denigrano gli agenti accusati dai passanti di maltrattare un uomo immobilizzato
Non c’era diffamazione nel filmare e postare sui social il movimentato arresto avvenuto in piazzale Redecocca nell’aprile scorso. Non lo era perché le urla dei presenti che sottolineavano secondo loro un atteggiamento brutale fuori luogo non erano indirizzate a singoli agenti della polizia di Stato o della polizia locale che stavano intervenendo. Almeno all’interno del video postato sui social. Le offese ai pubblici ufficiali ci sono state ma l’autrice del filmato non le ha registrate o proferite durante le riprese. Per questi motivi la Procura non ha individuato elementi diffamatori nel fatto stesso di postare un video sicuramente controverso e che può mettere in cattiva luce un intervento di polizia. Le denunce erano state fatte da quattro agenti della Questura di Modena (probabilmente gli stessi intervenuti) e dal segretario del sindacato della polizia locale Siulpl. Solo quest’ultimo si è opposto alla richiesta di archiviare la denuncia. Ieri si è svolta l’udienza davanti al giudice Andrea Romito che, ascoltate le parti, si è riservato di decidere. Il caso ha visto indagata una giovane donna residente nella zona di piazza Redecocca, dove sono avvenuti i fatti nel pomeriggio del 23 aprile 2020. La vicenda emersa successivamente è in effetti molto più complessa di quella considerata da chi ha assistito alla scena dell’arresto e soprattutto da chi l’ha commentata sui social limitandosi al filmato e usando toni accesi o persino da hater. L’uomo bloccato a terra da quattro agenti e ammanettato dopo aver preso una spruzzata di spray urticante è un 29enne albanese che aveva avuto una giornata violenta. La ricostruzione dopo le indagini ha infatti chiarito che inizialmente si trovava all’ex Scalo Merci e lì si era sfogato picchiando e prendendo a sassate un senzatetto pakistano. Poi si era procurato chissà dove una spranga telescopica e vagabondando per il centro ubriaco si è imbattuto in via Tre Re in una guardia giurata con la quale ha avuto un alterco finendo per prenderla a sprangate. A quel punto, quando è entrato in piazza Redecocca è arrivata la polizia che lo ha fermato mentre stava menando colpi contro le auto in sosta. Gli agenti lo hanno bloccato ma è nata una colluttazione. Menava calci, pugni e sputava. L’intervento è diventato difficoltoso e a quel punto, attirati dalle urla dell’uomo bloccato a terra, sono scesi i residenti, compresa l’autrice del filmato con telefonino. Che ci siano state offese agli agenti mentre molti urlavano di smetterla e di non maltrattare quell’uomo a terra immobilizzato, è un fatto certo. Nel video postato però, oltre alle urla e ad accuse di violenze generiche, offese e denigrazioni non si sentono. Né arrivano commenti negativi del genere dalla donna. Quattro agenti si sono però sentiti offesi e hanno sporto denuncia per diffamazione. Poco dopo è arrivata la denuncia di Mario Assirelli, legale rappresentante del Siulpl. Secondo la Procura però un sindacato di polizia non è legittimato a rappresentare l’onore di un intero corpo di agenti: è un’associazione privata e nessuno l’ha tirata in ballo con offese in quel momento. Ma Assirelli , tramite l’avvocato Tiziana Ghedini, ha fatto opposizione. La donna è assistita dall’avvocato Antonio Malagoli. Presto arriverà la decisione del giudice. —
C.G.
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