Il Mabic riapre le porte Mililli: «In sicurezza»
maranello. Da lunedì, il Mabic di Maranello riapre al pubblico. Sale studio, saletta bimbi, emeroteca e sala conferenze saranno di nuovo accessibili, su prenotazione e con limiti di capienza. Una possibilità in più, che si va ad aggiungere al prestito “take away” e all’accesso agli scaffali, già disponibili su prenotazione da settimane. Sono confermati gli orari di apertura su sei giorni, il lunedì dalle 14.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. «Verificate le condizioni di sicurezza per la riapertura e l’accesso, - commenta l’assessore alla cultura Mariaelena Mililli - siamo molto contenti di aggiungere un tassello alla gamma di servizi che possiamo mettere a disposizione della cittadinanza. Per tutti la biblioteca Mabic rappresenta un luogo centrale per la produzione e la fruizione culturale». Per le sale studio e la sala bambini, a cui si potrà accedere su prenotazione, sono stati fissati limiti di capienza: un massimo di 26 persone nella sala studio al piano terra, otto in emeroteca, con sosta massima di un’ora per consultare giornali e riviste, cinque nella sala studio al piano interrato e quattro persone, genitori compresi, nella saletta bambini, per un massimo di due ore. Dopo aver frequentato gli spazi sarà obbligatorio sanificarli con i prodotti igienizzanti disponibili sui tavoli. Inoltre, nella saletta bimbi i libri consultati dovranno essere riposti nell’apposito contenitore per la “quarantena”. Rimane invariato quanto già stabilito rispetto al prestito libri su prenotazione con ritiro veloce e l’accesso e scelta libera allo scaffale, solo su appuntamento per un massimo di tre persone contemporaneamente e per un massimo di 15 minuti. Altre informazioni sul sito del Comune e al numero 0536240028. «Se continueremo a gestire con responsabilità i nostri comportamenti limitando la diffusione del virus – conclude Mililli - saremo presto in grado di arricchire sempre di più le occasioni di crescita culturale riappropriandoci di una socialità di cui sentiamo molto la mancanza». —
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