Gazzetta di Modena

Modena

lo scenario 

L’Unione resta senza uffici Mirandola pronta a sfrattarli

F.D.

Il municipio è stato costruito per accogliere anche i servizi di tutta la Bassa ma ora sindaco Greco e Giunta si riprendono i dipendenti

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MIRANDOLA. Mentre San Felice e Finale annunciano l’intenzione di incaricare un consulente che possa fornire un quadro economico in vista della rinascita dell’Unione a 8 Comuni, Mirandola piazza un’altra mossa che mette ulteriore pressione all’instabile tenuta dell’Ucman. La Giunta del sindaco Greco ha infatti approvato alcune linee di indirizzo che saranno sottoposte al Consiglio. Una pura formalità, logicamente, ma la strategia è molto chiara: forti del parere dato dalla Corte dei conti sul rientro di gran parte della dotazione organica “prestata” all’Unione, ora Mirandola si prepara a ritirare anche i dipendenti e i funzionari comandati. E lo farà entro pochi mesi tanto che ha già fissato le scadenze tra marzo e agosto. E si tratta di nomi importanti quali, ad esempio, l’architetto Adele Rampolla, dirigente del Suap e dell’ufficio Sisma o di Giampaolo Ziroldi che in Unione dirige l’ufficio Servizi alla Persona.

Ma al di là degli “schiaffoni” rifilata da Mirandola, come li ha definiti durante il Consiglio comunale straordinario di Finale il dottor Giuseppe Canossi, consulente dell’Unione, l’Unione ha anche altri importanti problemi a partire dalla futura sede. Non va infatti scordato che gran parte degli uffici sono ospitati presso il municpio di Mirandola, dove del resto lavorano la maggior parte dei dipendenti dell’Ucman. Ebbene, il municipio, bello, ampio, spazioso, venne progettato di quelle dimensioni proprio per accogliere il quartier generale dell’Unione e arrivò l’imponente finanziamento della Regione nell’ambito della ricostruzione post terremoto. Ma al catasto quella finalità non è ovviamente sancita e il municipio risulta di proprietà del Comune di Mirandola che ovviamente non ha alcuna intenzione di dare accoglienza ai futuri servizi di un’Unione di cui non sarà più parte.

E allora partirà una sorta di trasloco in una sede di cui ancora non si conosce né la collocazione e neppure se si sia presa in considerazione la questione. Stefano Lugli (Sinistra Civica) ha proposto di accogliere nell’ex palazzo della biblioteca di Finale tutti i vari servizi ma la posizione di Finale è particolarmente aleatoria visto che andrà presto al voto e le sensibilità politiche sono tra le più disparate. Mentre Andrea Ratti (Pd) ambisce ad un ruolo deciso nella futura Unione, Agnese Zaghi (Lega) e il sindaco Palazzi sono più per restare dentro ma solo con i servizi già conferiti senza fare azzardi ulteriori. Di contro l’assessore Borgatti ha suggerito anche la strada dell’Unione a tre con San Felice e Camposanto e il presidente del Consiglio, Paolo Saletti, ha auspicato un approfondimento per un ente che porti Finale verso la collaborazione con Cento e Bondeno. —



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