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l’eccezione 

Dopo Pavullo c’è solo Sestola: «Noi connessi grazie a Tim»

Di fronte alle lungaggini di Open Fiber qui il Comune si è rivolto a un’altra ditta «Abbiamo fatto bene: realizzata una grande opera»

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Sestola. A parte Pavullo, in Appennino l’unico comune ad avere attivato la fibra ottica è Sestola, dove a inizio gennaio sono stati allacciati i primi utenti, che stanno accogliendo con entusiasmo nelle loro case la svolta dell’internet veloce, senza più i “singhiozzi” dell’Adsl.

Il risultato è arrivato non passando da Open Fiber ma da Tim, che ha steso i cavi per la rete e in questi giorni ha provveduto all’attivazione finale. «È stato un lungo lavoro - sottolinea il sindaco Marco Bonucchi - era venuta anche da noi Open Fiber ed era partita istallando un container per la centrale di attivazione, ma dopo si è paralizzato tutto. Non si riusciva a capire quale fosse il problema, e a quel punto ci siamo rivolti a Tim, che ha manifestato subito grande disponibilità. Alla Regione, intermediaria sul piano digitale, è stata spiegata la situazione e quanto era strategica l’opera per noi, riscontrando grande attenzione su questo. Quindi abbiamo trovato l’accordo con Tim, che in qualità di proprietaria della vecchia rete si è detta pronta a fare i lavori a proprie spese».

Sicuramente nel trovare l’accordo un peso l’ha avuto anche il passato lavorativo di Bonucchi, che è stato dipendente Telecom mantenendo contatti importanti. Non è stata comunque una strada in discesa: «Eravamo partiti un anno e mezzo fa, ma ci sono stati rallentamenti - spiega - nel 2020 però abbiamo trovato la quadra per ripartire e nel giro di poco siamo riusciti a portare a Sestola la fibra a 200 mega. È un gran bel risultato, non del sindaco ma della squadra che è con lui. Giovedì è venuta una signora in municipio a ringraziare, ma io ho detto che va ringraziato chi ha fatto i lavori, noi abbiamo solo creato i presupposti. Un ringraziamento sentito a Tim: le strade fisiche sono importanti, ma oggi lo sono più che mai anche quelle virtuali, che aprono un mondo di opportunità. Soprattutto in questo momento, in cui ci sono forti incentivi per ripopolare la montagna e lo smart working è un’opportunità reale: è chiaro che la scelta di stabilirsi in un posto piuttosto che un altro è legata anche ai servizi».

Dopo a Sestola, a primavera toccherà a Poggioraso e Roncoscaglia e poi si arriverà anche sul Cimone, dove è già stato steso il cavo per arrivare a Passo del Lupo. —

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