Ex Sipe, un’offerta dal Consorzio “Cap”
All’asta per l’acquisto della grande area è stata presentata una sola busta dall’ente di cui fa parte anche il Comune
Elena Pelloni
SPILAMBERTO. È in corso la procedura di vendita dell’ex complesso Sipe.
Si è infatti tenuta due giorni fa la battuta d’asta indetta dall’Istituto vendite giudiziarie di Modena, nelle cui mani sarebbe pervenuta soltanto una busta sigillata. Il mittente: il Consorzio attività produttive aree e servizi (Cap). La base d’asta era di 4.359.375 euro, mentre l’offerta minima richiesta non poteva essere inferiore a 3.269.531 euro.
L’ex Stabilimento italiano prodotti esplodenti (così il nome completo della struttura) ha rappresentato un importante centro di produzione bellica per moltissimi anni. Come si legge dagli atti ufficiali dell’Istituto vendite giudiziarie di Modena, l’intero complesso dell’ex Sipe è composto da due differenti lotti. Il primo, quello cosiddetto delle “basse”, comprende «vari appezzamenti di terreno con sovrastanti decine di fabbricati a diversa destinazione d’uso (abitazioni, uffici, depositi, magazzini), in pessimo stato di manutenzione, in parte crollati e collabenti e in parte con copertura in cemento-amianto sfogliato e ammalorato e quindi da bonificare, con presenza nel sottosuolo di prodotti esplodenti come la nitrocellulosa». Si tratta della parte più problematica dell’intera struttura, vincolata dalla necessità di bonifica ambientale. Mentre il secondo lotto, noto come “ex-Sipe Nobel - Le alte”, corrisponde a un «appezzamento di terreno agricolo, con sovrastanti fabbricati collabenti, posti in Comune di Spilamberto». E proprio riguardo a quest’ultimo lotto verteva la delibera della giunta comunale spilambertese, disposta il 18 gennaio. Sul documento si legge in premessa la mission del Consorzio attività produttive (Cap), del quale fa parte appunto anche lo stesso Comune di Spilamberto. Tra i fini del Cap, così come previsto dal suo statuto, vi è la «promozione e gestione di servizi pubblici o di interesse pubblico a supporto degli ambiti produttivi» e la «gestione della mappatura di spazi e fabbricati in disuso in modo costante, elaborando indicatori con uno specifico coefficiente di riutilizzabilità, e facendo match tra i vari soggetti per trasformare e riqualificare aree e ambiti dismessi».
A fronte di ciò, la giunta di Spilamberto ha deliberato per l’area dell’ex Sipe Nobel – Le alte di «dare mandato al Consorzio di predisporre uno studio di fattibilità al fine di valutare la possibilità di prevedere un Piano di rifunzionalizzazione della suddetta area nell'ambito della green economy». Oltre a «richiedere al Consorzio una eventuale acquisizione di parte delle aree summenzionate» purchè lo studio di fattibilità sia redatto «dal Consorzio in collaborazione con i competenti uffici del Comune di Spilamberto», senza che questo rappresenti oneri a carico del Comune. —
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